Il dolore
Incastrato dalla barba incolta e dalle telefonate
Il gioielliere era riuscito a fornire una descrizione dei due uomini che erano entrati nell’oreficeria a volto scoperto grazie alla quale i carabinieri si erano messi subito sulle tracce di Gennaro Bassolino, «stempiato con i capelli corti e la barba» e Raffaele Milo «particolarmente alto e con la barbetta incolta». I due uomini, insieme ad Arcangela Pellegrini, utilizzavano spesso la Renault Megane intestata proprio a Milo, che dai giorni successivi alla rapina non è mai stata persa di vista dai carabinieri. I militari poi, attraverso un’intensa attività di intercettazioni, hanno potuto seguire tutte le attività successive messe in piedi dai tre insieme ad Erika Talone: attività che dovevano servire a vendere i gioielli portati via durante il colpo per acquistare, con i soldi ricavati, sostanze stupefacenti. In particolar modo cocaina. In una delle telefonate intercettate, gli indagati hanno cercato anche di utilizzare una collana d’oro bianco per pagare direttamente uno spacciatore nordafricano che però non ha accettato lo scambio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google