Il Tirreno

Grosseto

I NODI DA SCIOGLIERE 

Ancora niente risposte sul contributo straordinario

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grosseto. Resta al momento senza risposta la domanda posta dal capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni in commissione, venerdì scorso, sul cosiddetto contributo straordinario. In base a una modifica del testo unico in materia edilizia i Comuni sono obbligati a prelevare almeno il 50% del plusvalore di un’area soggetta a variante urbanistica. Un contributo che, ha fatto notare nei giorni scorsi Mascagni, l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi né altri esponenti della giunta hanno mai citato.

Il Pd ha calcolato che per il Casalone si parlerebbe di almeno 5,1 milioni di euro che il privato dovrebbe versare insieme agli oneri concessori. Il contributo straordinario nasce a garanzia dell’interesse pubblico di operazioni urbanistiche come quelle della variante in questione.

Il Pd chiede all’amministrazione a quanto ammonti di preciso questo contributo – per il Comune sarebbero bei soldi, meno conveniente per il privato –. In commissione non sono giunte risposte. Secondo la legge il contributo non deve essere inferiore al 50% del valore dell’area. Venerdì in commissione alla richiesta di Mascagni di sapere quanto sarebbe aumentato il valore del terreno una volta approvata la variante, Rossi e altri esponenti della maggioranza hanno sbottato, dicendo che la questione non era in discussione. Mascagni, sulla base di dati catastali, ha calcolato che il terreno potrebbe passare dagli attuali 161mila euro a oltre 10 milioni. Da qui l’ipotesi che il contributo straordinario potrebbe fruttare circa 5 milioni. Al momento, però, nessun commento dalla maggioranza di governo. — F.F.

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