Attenzione
Tremila chilometri di solidarietà e deserto a bordo di una Panda
Sassi e sabbia per quasi 3mila chilometri sulle strade della Parigi-Dakar degli anni ’80.
Il Pandastic Team ha concluso ieri l’avventura al Maroc Challenge con l’impegnativo raid nel deserto del Marocco.
L’equipaggio era tutto follonichese composto da Lamberto Stefanelli e Roberto Righetti, accompagnati virtualmente dai numerosi sponsor che li hanno sostenuti e hanno permesso loro di portare anche materiale solidale per scuole di adulti senza risorse. «Obiettivo raggiunto – confermano felici Stefanelli e Righetti arrivati ieri pomeriggio alla conclusione del raid – sulla spiaggia di Saidia è andata in scena la premiazione per gli equipaggi che hanno concluso la gara, 2. 711 chilometri di sabbia, sassi, rocce, ma anche e soprattutto sudore, divertimento, emozioni di ogni tipo. Ci eravamo prefissi di concludere questa avventura, a tratti dura, con una Fiat Panda di serie e di 30 anni di età. E ci siamo riusciti, senza ricorrere mai all’aiuto dell’organizzazione. Ora ci aspettano oltre mille chilometri di trasferimento e 52 ore di traghetto, a suo tempo avremo modo di ringraziare uno per uno i nostri sponsor. Intanto grazie a tutti per la vicinanza, ci è stata utile per arrivare alla fine di quest’avventura». Non è mancato spazio per la solidarietà, parte fondamentale del raid. «Abbiamo consegnato il materiale che ci eravamo portati a una famiglia bisognosa – continua Stefanelli – che ci ha accolto nella loro abitazione, praticamente una capanna, donandoci una focaccia, bene per loro molto prezioso. Nel mezzo del Lago Iriki, prosciugato e roccioso, abbiamo incontrato due bambine scalze con un agnellino e gli abbiamo lasciato un sacchetto di caramelle».
Il raid era partito da Marrakech una settimana fa, poi cinque tappe in mezzo al deserto e l’arrivo ieri pomeriggio sulla spiaggia di Saidia dell’allegra carovana multicolore con molte sorprese per il Pandastic Team, fra i continui attraversamenti di cammelli e dromedari e gli inconvenienti tecnici come le sollecitazioni al paramotore e la rottura di un ammortizzatore posteriore tutti riparati con risorse proprie. Ora la città aspetta il ritorno dei due piloti e della loro speciale Fiat Panda con la quale hanno portato a termine questa bellissima avventura. —
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