Gioco
Scende in campo Salvestroni «Siamo la lista della Sinistra»
Dipendente Tiemme, 56 anni, è il candidato a sindaco della quarta lista che si presenta I supporter? «Chi ancora non si rassegna a votare Pd»
Ieri a Roccastrada è stata presentata la quarta lista, dopo le due coalizioni civiche di centrodestra e la compagine guidata da Francesco Limatola. Si tratta di una lista che affonda le radici a Sinistra, sostenuta dal Pci di Marco Barzanti e Fabio Fedeli (entrambi con legami nel territorio) e da uomini e donne che qui hanno a lungo militato in Rifondazione Comunista.
La lista si chiama “Uniti per il bene comune” e il candidato a sindaco è il rocchigiano Renzo Salvestroni, 56 anni, dipendente Tiemme, già consigliere comunale negli anni Novanta. Al suo fianco un gruppo di persone che non si sono rassegnate a votare Pd e che ieri hanno rimarcato le differenze con il progetto di governo del sindaco uscente. Da questi nomi usciranno i dodici candidati: lo studente Samuele Boscagli, Simone Ceccarini, Piero Lanaro, Edi Mori, Giorgio Pimpinelli, Ivana Amarugi, Metello Tacconi, Paola Baldelli, Gilberto Galloni, Greta Bianchini, Andrea Bartalucci (figlio dell’ex sindaco Olinto Bartalucci), Teresa Calabretta, Gregorio Neri e Domenico Gamberi.
«La lista – ha spiegato Salvestroni – riflette la volontà di affermare e mettere in pratica gli ideali, i valori e i modi di agire propri della sinistra, ormai quasi scomparsi dal panorama istituzionale nazionale e locale: uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, antifascismo, antirazzismo, rispetto delle diversità».
Il gruppo di lavoro riparte dalla tutela dei più deboli, dell’ambiente, della salute, dei diritti. Dal gruppo di lavoro sono già emersi quelli che potrebbero essere i candidati, ma la lista è ancora aperta. Il programma nelle sue linee principali è stato definito, ma altri contributi verranno raccolti, durante la ricerca delle firme. «Non abbiamo ricette già pronte – ha concluso Salvestroni – ma siamo pronti a cercare risposte con il coinvolgimento dei cittadini. Per questo pensiamo che sia necessario mettere a disposizione strumenti democratici sostanziali e non solo formali, attraverso i quali l’elaborazione collettiva e le soluzioni siano a favore del territorio e di tutti quelli che lo vivono». –
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