Il Tirreno

Grosseto

POLEMICA SUll’urbanistica/conti 

«In commissione nessuna risposta Chiediamo dati certi e trasparenti»

«In commissione nessuna risposta Chiediamo dati certi e trasparenti»

Il segretario del circolo Pd Gorarella si rivolge a Rossi  «Visione approssimativa: ci attendiamo spiegazioni»

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GROSSETO. Giuseppe Conti, segretario del circolo Pd di Gorarella, attacca l’assessore Fabrizio Rossi che – sostiene «non conosce i conti pubblici ma conosce bene il progetto del privato». Il riferimento è a quando in commissione urbanistica Rossi ha detto «che è impossibile determinare oggi l’importo degli oneri perché questo dipende dalle tipologie del progetto. Non è vero».

Gli oneri – dice Conti – «dipendono dal volume e dagli indici urbanistici che sono entrambi oggi disponibili nella variante. L’assessore studi invece di preoccuparsi delle competenze altrui. Conosce invece molto bene il progetto, tanto da affermare che l’edilizia non sarà quella dei quartieri già costruiti ma “una edilizia di qualità”. Come fa l’assessore a conoscere così bene il progetto se questo non è ancora stato fatto? È il progettista? Oggi siamo in una fase preliminare dove l’amministrazione ragiona su destinazioni urbanistiche, indici e perequazione. Com’è possibile che l’assessore e i consiglieri conoscano così nel dettaglio i progetti? I proponenti sono così sicuri del buon esito, che hanno già fatto i progetti definitivi degli edifici? Il consigliere Ceccherini, anche lui informato sui dettagli, sempre in commissione urbanistica afferma che la famiglia italiana è cambiata e che servono “le pertinenze e l’ingresso privato”, peccato che dimentica che l’altezza massima prevista per i nuovi edifici sia di 30 metri, più o meno come quella dei torrini già esistenti al Casalone. Difficile pensare agli ingressi indipendenti che tanto piacciono a Ceccherini che conferma poi che gli edifici saranno di “bioedilizia”. Gli ricordo che gli oneri di urbanizzazione, come gli è già stato fatto notare dal consigliere Mascagni, in caso di “bioedilizia” devono essere dimezzati». C’è poi il consigliere Pieraccini che dice «non ci si farà mai a riqualificare il centro storico: lo dica a tutti i commercianti del centro storico e alle associazioni di categoria che combattono per tenere vivo il cuore della città. Lo dica anche ad Alessandro Capitani, presidente della Istituzione Mura. Che il centro storico non fosse una priorità dell’amministrazione lo avevamo capito. Se le strade si arricchiscono di nuove buche, se interi quartieri in caso di pioggia si allagano perché le fognature non vengono adeguate, se gli edifici degradati contribuiscono a dare una pessima immagine della città, di chi è la colpa se non di chi, invece di proporre un modello di sviluppo basato sulla rigenerazione urbana, pensa solo a cementificare alcune specifiche aree agricole e a costruire nuove case? Questi, assessore Rossi si chiamano indirizzi politici, e spetta a lei trovare soluzioni». Conti ipotizza una visione urbanistica «approssimativa e priva di visione di insieme» e prende atto «della sua non risposta alle domande poste che riguardavano le scelte che la sua amministrazione ha in serbo per il futuro di Grosseto, e quali sono, se ne ha, le sue proposte per una crescita sostenibile della città. È triste - prosegue - vedere che un assessore di un settore cosi importante per la città non riesce ad andare oltre la semplice citazione di dati che lui stesso dichiara essere pubblici e alla portata di tutti. Un assessore dovrebbe entrare nel merito delle questioni, sempre che ne abbia le conoscenze, senza bisogno di ricorrere agli uffici che non hanno alcuna responsabilità sugli indirizzi politici. Ripetere a memoria il compitino che le è stato preparato non fa di lei un assessore autorevole ma soprattutto non è di utilità alla città. Capisco le difficoltà dell’assessore Rossi, quando si trova a dover giustificare non solo a me e al mio partito, ma a tutto il mondo produttivo e associativo grossetano tre anni di lavoro inutili che non hanno prodotto i risultati eclatanti promessi in campagna elettorale. Ma si sa che il tempo è galantuomo. Per ultimo una correzione ai dati riportati ieri. «Il Comune incasserà 2,23 milioni in tutto e non ogni anno, mentre il privato ne guadagnerà 12,6. Ribadisco quanto chiesto da Pd e Lista Mascagni: il Comune tiri fuori i conti della variante e ci dica se e dove i nostri sono sbagliati». —



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