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A maggio riprendono gli scavi sulle tracce di Neanderthal

Andrea Capitani
A maggio riprendono gli scavi sulle tracce di Neanderthal

Dal 27 l’équipe torna a vivere nella grotta dei Santi a picco sul mare per un mese La straordinaria ricerca va avanti dal 2007 ed era stata ferma un anno 

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GROSSETO. Sulle tracce dell’uomo di Neanderthal. Riparte, dopo un anno di stop, la campagna di scavi alla grotta dei Santi, l’antico anfratto a picco sul mare situato nei pressi di punta Avoltore, sul versante portoercolese dell’Argentario.

Nel 2018, infatti, il dipartimento di Scienze fisiche della terra e dell’ambiente – unità di ricerca di preistoria e antropologia dell’università di Siena – aveva preso un anno di pausa, visto che nello stesso periodo degli scavi si è tenuto un importante congresso mondiale dell’Unione Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche a Parigi, dove sono state illustrate alcune delle scoperte fatte nella grotta argentarina negli ultimi anni. La ricerca va avanti dal 2007 e l’equipe della dottoressa Adriana Moroni, diretta dal dottor Vincenzo Spagnolo, livello dopo livello della grotta sta portando alla luce numerosi reperti e testimonianze tangibili: focolari, utensili di pietra, resti di animali e frammenti dei materiali utilizzati da chi abitava quella grotta circa 40mila anni fa.

Da maggio l’équipe tornerà letteralmente a vivere la grotta per circa un mese: gli scavi riprenderanno il 27, con la prima campagna che terminerà il 9 giugno, per fare spazio a una seconda squadra che completerà poi le operazioni del 2019 il 22 dello stesso mese. Effettuare una ricerca di questo tipo, comunque, non è uno scherzo. Grazie alla collaborazione dei vigili del fuoco e il sostegno economico della Bcc di Castagneto Carducci, la squadra guidata dalla dottoressa Adriana Moroni e da Vincenzo Spagnolo, bagagli e tende alla mano, rimane per circa un mese all’anno nella grotta. Ovviamente necessita di un trasporto via mare sia per andare che per tornare sulla “terraferma”, mentre nel periodo in cui vengono eseguite le operazioni – solitamente sempre a cavallo tra maggio e giugno – anche i visitatori possono sbarcare e ammirare un sito archeologico che sta assumendo sempre più importanza anche a livello internazionale e che, in un prossimo futuro, potrebbe rappresentare una risorsa turistica in più se adeguatamente sfruttata.

Gli ultimi risultati di queste indagini, che si avvalgono anche di prestigiose collaborazioni, hanno destato l’attenzione di importanti testate scientifiche, tra cui National Geographic, che ha dato ampio risalto a quanto ritrovato nel sito. Resti umani non sono stati ancora trovati.
La grotta è però ricca di carbone, elementi che consentono di capire come avveniva lo sfruttamento del fuoco. —
 

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