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Pieve di San Nicola. Su i veli dai ponteggi. Il sindaco: «È uno scempio»

Pieve di San Nicola. Su i veli dai ponteggi. Il sindaco: «È uno scempio»

Il Comune e i cittadini sconcertati dal risultato del restyling. Bellumori scrive al ministro: «Sfregiato un bene prezioso»

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CAPALBIO. Il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori ha scritto una lunga lettera al ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli per «il gravissimo danno ai beni storici di Capalbio» che il primo cittadino ha amaramente rilevato. Parliamo di «un’intonacatura su mura medievali che ha cancellato per sempre – secondo Bellumori – l’identità» di un bene di grande valore storico e per la comunità: la Pieve di San Nicola, edificata nel Medioevo e datata XII secolo, che – pur avendo subito nel tempo interventi di restauro – non ha mai mutato la sua originaria essenza. . Partiamo dall’inizio. Lavori di restyling alla pieve sono iniziati un paio di mesi fa; sono stati svolti da un’impresa di restauro di sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio. Il 16 aprile sono stati tolti i teli che coprivano i ponteggi e agli occhi del sindaco ma anche dell’intera amministrazione comunale e di tanti cittadini «la Pieve è apparsa snaturata della sua originaria essenza».

Innanzitutto «per il colore» dettaglia Bellumori nella lettera al ministro Bonisoli, «ma più profondamente per l’intonacatura» che sembra essere stata realizzata «al pari di un immobile qualsiasi e che ne ha cancellato per sempre i segni di una centenaria esistenza».

Amareggiato, quasi stordito, il sindaco ha inviato a Roma anche le foto del prima e del dopo restauro. E ha sollecitato un immediato sopralluogo che dovrà essere svolto, scrive perentoriamente, con esperti «di valide e comprovate competenze storiche, che possano valutare e certificare le attività svolte sul bene e i risultati che, a nostro avviso, sono snaturanti».

Bellumori ha ricordato al ministro la cura che Capalbio ha sempre avuto del proprio patrimonio storico, paesaggistico e ambientali, sottolineando che la sua Amministrazione comunale «si dissocia totalmente da ciò che riteniamo un gravissimo danno ai beni storici di Capalbio».

Bisogna correre ai ripari, dice al ministro Bellumori mentre mette a disposizione le competenze dell’ufficio attività edilizia e privata e Palazzo civico nella sua interezza «per riparare a uno sfregio alla memoria e a uno scempio, salvo diversi comprovati e motivati intendimenti di codesto Ministro alla luce dei risultati ispettivi da rendersi pubblici».

Ieri, in mattinata, intanto si è riunita d’urgenza la conferenza dei capigruppo: oltre al sindaco e i capigruppo consiliari Gian Carlo Nardi e Settimio Bianciardi erano presenti Gian Carlo Pedreschi, architetto, il direttore di cantiere per i lavori di manutenzione straordinaria alla Chiesa di San Nicola, e il parroco Don Marcello; dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale sono state espresse molte perplessità, anche alla luce delle numerosissime segnalazioni dei cittadini. L’architetto direttore di cantiere ha reso noto che «tutti i passaggi – si legge in una nota dell’Amministrazione comunale – le tecniche di lavoro e trattamento, i colori, i materiali, le risistemazioni e le tinteggiature sono state indicate e concordate nel corso di diversi sopralluoghi da parte di funzionari della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, che la conferenza dei capigruppo incontrerà subito dopo la Pasqua; e che «l’intervento doveva essere svolto in altra maniera». –
 

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