Il Tirreno

Grosseto

l’intricata vicenda 

Ecolat, il giudice dice sì al sequestro delle quote del gestore unico

Gabriele Baldanzi

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Il Tribunale civile delle Imprese di Firenze ha emesso un’altra sentenza a favore della società Ecolat, confermando il sequestro giudiziario della quota rappresentativa del 5, 14% del capitale sociale di Sei Toscana. Il pronunciamento rafforza il tentativo di scalata in corso da parte del colosso Estra (al debutto nel settore dei rifiuti) su Sei Toscana, a danno del socio di maggioranza Sta. I giudici, già ad agosto, avevano stabilito che le società Ecolat e Cooplat, all’epoca facenti capo a Giuseppe Pinto e Fabrizio Frizzi – reclamanti contro tutti gli altri soci di Sei Toscana per le modalità di ricapitalizzazione deliberate negli ultimi anni – avevano pieno diritto di compensare i crediti vantati verso Sei nelle procedure di aumento di capitale e collocamento delle quote. Tutto questo gli era stato però impedito, reputando, invece, valide le compensazioni effettuate da altri soci, tra cui Sta. Non solo: i mancati versamenti, la sottoscrizione non effettuata, aveva prodotto come effetto che le relative quote – circa l’8% (il 5, 1 di Ecolat e il 2, 9 di Cooplat) – erano state acquisite da altri soci. Insomma era cambiata la pancia di Sei. Ma la vicenda è molto più complessa.

Quattro anni fa Sei aveva deliberato un aumento di capitale in due tranche, da 12 e da 18 milioni. Ecolat e Cooplat, a febbraio 2017, avevano versato la parte di competenza (circa 3 milioni), anche tramite la conversione di un credito. Il cda di Sei aveva però rifiutato la compensazione, chiedendo un versamento integrale in denaro e sospendendo, nel frattempo, l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee dei rappresentanti di Cooplat e Ecolat. Queste ultime avevano così avviato una causa per vedersi riconosciuto il diritto alla compensazione, giudizio di reclamo accolto ad agosto, invalidante per alcune delibere del cda di Sei. Nei primi mesi 2018 anche la Corte di Cassazione aveva pronunciato una sentenza che riconosceva il diritto a versare gli aumenti di capitale tramite compensazione con i cosiddetti Finanziamenti soci, come richiesto a suo tempo da Cooplat ed Ecolat. Ecolat, nel frattempo, aveva versato le somme richieste, seppure in ritardo, chiedendo la restituzione delle quote vendute. Oggi il Tribunale, confermando di fatto la violazione di un diritto a danno della società, «per la condotta abusiva del cda», ha accolto il ricorso per sequestro giudiziario di ciò che era stato venduto, cioè la quota rappresentativa del 5,14% del capitale sociale di Sei. E vengono ritenute infondate le censure sollevate da Sta. La decisione del Tribunale attesta la necessità di ristabilire un equilibrio societario. Intanto Estra ha acquisito il 100% di Ecolat. –

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