Il Tirreno

Grosseto

IL SALOTTO BUONO

Centro storico: 10 negozi pop up chiudono ma altrettanti restano

di Enrico Pizzi
La giornata di inaugurazione del pop up Lab a novembre con le visite del centro
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La giornata di inaugurazione del pop up Lab a novembre con le visite del centro

Grosseto: il sindaco e l'assessore Ginanneschi si dichiarano soddisfatti. Il progetto è costato 85mila euro

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GROSSETO. È costato 85mila euro, per lo più di fondi regionali, e, se i primi dati saranno confermati, si tradurrà nella nascita, nel centro storico di Grosseto, di una decina di attività commerciali che resteranno delle venti che, il 16 novembre, avevano aperto i battenti proprio grazie al progetto Pop Up Lab.

Il progetto si è concluso martedì 16 aprile, dopo i 5 mesi previsti. Le venti attività che si erano insediate nel centro storico erano state selezionate tramite una call for ideas e avevano potuto usufruire di fondi sfitti, spesso da molto tempo, che il Comune aveva ottenuto dai proprietari e che aveva ristrutturato per poterli mettere a disposizione del progetto. I numeri di chi sopravviverà a questa prima fase, embrionale, sostenuta dalle risorse messe a disposizione dalla Regione, non sono ancora definitivi, si parla di 10-12 attività commerciali che stanno cercando accordi con i proprietari dei fondi per stipulare i contratti di affitto. Chi ha deciso di restare avrà tempo fino al 30 aprile per sottoscrivere il contratto: di questa decina di imprenditori, molti rimarranno nei locali assegnati, qualcuno cercherà una diversa sistemazione e altri ancora condivideranno un unico spazio.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna si è detto «molto soddisfatto di come si è concluso il progetto» e ha ricordato il duplice obiettivo di garantire la sicurezza grazie al presidio che le attività commerciali svolgono naturalmente, e di rilanciare il commercio nel centro storico. «Pop Up – ha commenta l’assessore regionale Vittorio Bugli – è un’idea semplice ma forte: punta sulla capacità delle città di produrre energie nuove per contrastare forme di disagio sociale che minano il senso di sicurezza dei cittadini e delle comunità. Il felice esito dell’esperienza di Grosseto ne dimostra ancora una volta il successo e la forza».

Anche l'assessore comunale alle attività produttive, Riccardo Ginanneschi, primo promotore del progetto, apprezza il risultato. «Il fatto che così tanti popuppers proseguano con le proprie gambe – ha detto – è la dimostrazione che il progetto ha funzionato».

«Più che il numero di fondi che rimarranno aperti, che è pure significativo – ha spiegato Cristian Pardossi, presidente di Sociolab la cooperativa che ha creato il format Pop up – è importante il processo innescato, il seme piantato da queste attività, a dimostrazione che le città possono rinascere». A supporto del progetto anche la Fondazione Grosseto Cultura. «Abbiamo sposato la filosofia Pop up – ha spiega il presidente Giovanni Tombari – e abbiamo investito le nostre energie nell'organizzazione di momenti che rivitalizzassero le vie del centro e accendessero le luci su queste attività neonate». Qualche frutto si vede e la collaborazione della Fondazione «non si esaurirà con Pop up». —

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