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Nuova lottizzazione Il Comitato paventa un altro inceneritore

Giulia Sili

Dubbi su un’area con via libera a fabbricati fino a 15 metri Stella: «Nessun impianto previsto». E il caso diventa politico

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La paura è quella della realizzazione di un nuovo inceneritore che potrebbe sorgere di fianco al vecchio impianto della Piana: a questo si potrebbe poi affiancare una nuova area destinata allo stoccaggio dei rifiuti per quasi cinquanta ettari. Nessun dato è certo, ci sono solo ipotesi fatte dai componenti del comitato Sos La Piana del Casone i quali, esaminando gli atti relativi al nuovo piano operativo adottato dal Comune di Scarlino, si sono insospettiti di fronte a quella che ritengono essere una nuova lottizzazione. Il comitato chiede quindi rassicurazioni e vorrebbe che i candidati a sindaco del Comune si esprimessero chiaramente sulla questione. La prima risposta arriva dal sindaco in carica Marcello Stella, che smentisce qualsiasi possibilità di realizzazione di un nuovo impianto su quell’area e, tantomeno, la realizzazione di un’area di stoccaggio rifiuti.

Ma il Comitato insiste: «Nella zona delle fabbriche è prevista una lottizzazione che si estenderà su 47 ettari di terreno, dove sarà possibile costruire fabbricati per oltre 2 milioni di metri cubi, alti fino a 15 metri per il recupero dei rifiuti – dice il Comitato – Risulta evidente che un volume tale non possa essere realizzato unicamente per la gestione dei rifiuti del territorio ma sicuramente potrebbe soddisfare i bisogni di tutto il centro Italia».

Secondo il Comitato, ancora più preoccupante sarebbe il fatto che «nelle norme di attuazione si parli genericamente di rifiuti» senza specificare di che tipo siano. «Inoltre – continuano – è prevista una deroga all’altezza dei fabbricati che potrebbero raggiungere anche i 15 metri». È questa altezza che ha portato il Comitato a immaginare la costruzione di un nuovo inceneritore: «Significa che potranno essere costruite delle ciminiere? » chiedono.

La rassicurazione arriva dal sindaco Stella, da anni in prima linea nella lotta all’inceneritore: «Il piano operativo adottato – spiega Stella – prevede la possibilità di realizzare nuovi interventi nel territorio urbanizzato del Casone a carattere produttivo, interventi che possono avere una consistenza massima di 158mila metri quadrati, ovvero circa 50 mila metri quadri in meno rispetto alle previsioni del vecchio piano. Riguardo le funzioni – continua Stella – Il piano operativo, secondo legge, individua una destinazione artigianale industriale che non prevede aree destinate allo stoccaggio dei rifiuti né di nuovi impianti». Stella spiega che, nonostante questo, resta la disponibilità a rivedere e modificare alcuni punti del piano e delle norme relative all’area del Casone. La strada per il primo cittadino è chiara: «Non c’è nessuna intenzione di far ripartire l’impianto né, tantomeno, di realizzare un nuovo inceneritore».

Ieri la candidata sindaco del centrodestra Francesca Travison aveva inoltre chiesto a tutti i candidati sindaco di Scarlino di sottoscrivere un documento nel quale ribadire la propria contrarietà all’inceneritore impegnandosi a contrastarne il riavvio una volta eletti. «La Travison se avesse voluto fare una cosa efficace, avrebbe dovuto chiedere una mozione comune – continua Stella – Sono totalmente contrario a qualsiasi forma di inceneritore e ritengo che la mia posizione sulla questione sia più forte rispetto a quella di altri candidati e in particolare a quella di Emilio Bonifazi il quale, ogni volta che ha parlato di inceneritore, ha sempre lasciato aperta la possibilità di una nuova iniziativa imprenditoriale per la realizzazione di un impianto di nuova generazione». –



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