Attenzione
Confagricoltura ha una nuova sede
L’associazione si sposta in 840 mq distribuiti su 3 piani «Parte da qua la difesa del prodotto made in Italy»
GROSSETO. «Quando mi sono insediato a capo dell’associazione avevo fatto una promessa: creare una nuova casa che ne desse una svolta strutturale. Quel giorno è arrivato e sono davvero emozionato».
Così Attilio Tocchi, presidente provinciale di Confagricoltura, durante l’inaugurazione della nuova sede che si trova in via Aurelia Antica, che una volta ospitava l’ex fornace Chigiotti di cui è stata mantenuta la struttura tradizionale. Al taglio del nastro hanno preso parte le autorità civili, militari, il presidente nazionale dell’associazione Massimiliano Giansanti e quello regionale Francesco Miari Fulcis, insieme allo staff di Confagricoltura, dipendenti e tecnici ed a qualche imprenditore agricolo.
L’edificio conta 840 metri quadrati distribuiti su tre piani: due ospitano ventiquattro uffici amministrativi, finanziari ed economici, fra cui sala riunioni, segreteria, direzione e presidenza e uno, quello nel sottotetto, l’archivio. La pavimentazione è fatta interamente di pietra in rosso di Moscona, resistente ai calpestii. Tocchi ha ricordato le principali tappe, i momenti positivi e quelli negativi della vita di un’associazione locale che iniziò a muovere i primi passi nel 1944. «Era l’11 settembre – dice – quando 22 agricoltori che definisco padri fondatori, con un capitale sociale di 18.700 lire e uno statuto di oltre venti articoli, crearono un’organizzazione per rappresentare e tutelare i diritti di chi lavorava e viveva solo ed esclusivamente di agricoltura. Sorsero le prime categorie professionali di olivicoltori e viticoltori».
Poi una serie di eventi ha portato Confagricoltura Grosseto a essere quella che il sindaco ed ex presidente, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, definisce come «la prima associazione agricola maremmana unita in cui l’agricoltura incide per oltre il 43% del proprio Pil».
I primi sono datati a metà anni ’70: la Riforma Fondiaria e l’Ente Maremma portarono al sorgere di nuove strade e di elettrodotti ma con un prezzo da pagare tradotto nell’esproprio dei terreni agricoli, l’abbandono repentino delle campagne, la riduzione degli addetti agricoli. Solo la creazione della sede di via dei Barberi portò a una rinascita e a una rinnovata compattezza dei produttori agricoli nell’affrontare quei problemi che oggi riguardano la tutela delle imprese in un mercato sempre più globalizzato.
«Da questa nuova sede – conclude Giansanti – parte la politica di difesa del prodotto agricolo Made in Italy». — S.F.
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