Sicurezza
Due fumate nere e per l’impianto di via Mercurio c’è la terza gara
GROSSETO. L’impianto sportivo di via Mercurio va a bando per la terza volta. Com’era stato annunciato dal Comune la terza gara (o meglio un invito a presentare una manifestazione di interesse, cui seguirà una gara vera e propria) è arrivata presto, per trovare un gestore per l’impianto sportivo polivalente che include una pista di pattinaggio, un campo da tennis, un campo da calcetto e una palestra.
A marzo e per la seconda volta la struttura comunale non aveva trovato alcun aggiudicatario. Il motivo era la “carenza documentale” contenuta nell’unica offerta arrivata in Comune: il partecipante (il Circolo pattinatori) non era riuscito a presentare le due fidejussioni richieste dall’ente nel bando di gara per complessivi 480mila euro. Ed ecco che il Comune ha dovuto ritentare, adesso, riaffidandosi allo stesso percorso amministrativo (o quasi). In realtà qualcosa sarebbe cambiato. Fabrizio Rossi (assessore allo sport) fa sapere di aver proposto un bando più accessibile.
Nella prima gara – conclusa a settembre 2018 - potevano partecipare società che nel triennio avessero volumi di affari di 200mila euro. Dopo una fumata nera per errori formali del partecipante, anche il secondo bando va a vuoto. Due le fidejussioni chieste e non presentate: una da 79.210 euro e l’altra da 400mila. L’unica busta arrivata dal Circolo pattinatori è sprovvista di entrambe le garanzie che – spiega all’epoca il presidente del circolo Stefano Osti, «ci era impossibile da produrre». Rossi – contattato nell’occasione – aveva aperto una nota polemica sulla normativa che ingesserebbe l’ente locale. «Siamo legati al Codice degli appalti – aveva detto - ovvero al decreto legislativo 50 del 2016 per il quale i Comuni sono costretti nell’assegnazione degli impianti sportivi a ricorrere ai bandi di gara. Di fatto si equipara l’assegnazione di un impianto sportivo a una gara d’appalto sui lavori pubblici e questo ci vincola tantissimo, costringendo a equiparare le associazioni sportive dilettantistiche a società sportive e quindi ad aziende». Ora c’è il terzo riund. Con qualche modifica. «Eravamo e siamo legati al Codice degli appalti – ribadisce Rossi - Abbiamo comunque cercato di lavorare in modo da abbassare un pochino l’asticella non tanto dei requisiti ma più che altro delle richieste e delle garanzie fidejussorie che in base al Codice si richiedono. Seguirà una gara». Anche in questo caso il Circolo pattinatore partecipa. «Esprimiamo la manifestazione di interesse – dice Osti – e restiamo in attesa di conoscere la documentazione che dovrà essere presentata, ed entro quale data». — El. Gi.
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