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Da Sotheby’s al Canada la Madonna ora torna a casa

Francesca Ferri
Da Sotheby’s al Canada la Madonna ora torna a casa

Il bassorilievo dei Della Robbia, recuperato dai carabinieri del nucleo Tbc, era stato acquistato da un’ignara collezionista. Presto sarà esposto al Quirinale

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Smurata dalla parete della chiesa di Scansano nel 1971. Venduta quarant’anni dopo alla casa d’aste londinese Sotheby’s. Passata per un antiquario di New York e acquistata per 350mila dollari. Esposta perfino in un museo canadese, prima di finire a casa di un notissimo collezionista d’arte a Toronto. E finalmente tornata (quasi) a casa, a Roma, in attesa dell’ultimo passo verso la Maremma.

Ieri nella Capitale, alla caserma La Marmora, i carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale, guidati dal tenente colonnello Nicola Candido, con il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, hanno presentato il resoconto delle opere d’arte recuperate nel 2018. Tra statue romane, una delle quali rubata dalla villa di Roberto Benigni, preziose pergamene e altre opere, spiccava la quattrocentesca Madonna col Bambino, bassorilievo di Luca e Andrea Della Robbia, rubata nella chiesa di San Giovanni Battista a Scansano 48 anni fa. Un’opera preziosissima, che i carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Firenze non hanno mai smesso di cercare in mezzo secolo.

L’opera fu smurata dalla parete a destra del’altare nell’estate del 1971. L’allora parroco, don Francesco Mascalzi, ne denunciò subito il furto ai carabinieri di Scansano.

All’epoca il reparto dei carabinieri specializzato nei reati che riguardano il patrimonio culturale era appena nato (1969). I militari della stazione di Scansano non persero tempo e inserirono subito l’opera, con tanto di foto, nel “Bollettino delle ricerche” (figurava a pagina 154), un catalogo che veniva poi distribuito agli operatori, agli antiquari e alle case d’asta per individuare i pezzi rubati. Manco a dirlo, la Madonna balzò subito in testa tra le opere più ricercate.

Per moltissimi anni se ne persero le tracce. Nel frattempo l’informatizzazione sia degli strumenti a sostegno delle indagini, sia di quelli nel campo delle compravendite d’arte, ha portato alla svolta.

Nel giugno del 2013 i carabinieri del nucleo Tpc di Firenze, al comando del maggiore Lanfranco Disibio, hanno riconosciuto la Madonna col Bambino in un catalogo del 2011 di Soteby’s, una delle case d’aste più note al mondo.

Una sbeccatura sul naso della Madonna e un pezzetto di forma triangolare che mancava nel mantello, all’altezza del gomito della Madonna, non hanno lasciato spazio a dubbi: anche se l’opera era stata restaurata, questi particolari, visibili anche nella vecchia foto degli anni Settanta che il parroco aveva consegnato ai carabinieri, dicevano che era di sicuro la Madonna di Scansano.

È la svolta nelle indagini ma anche un nuovo punto di partenza. Riportare la Madonna in Italia, infatti, non è stato per niente facile. I carabinieri vi hanno impiegato ben sei anni, in una ricerca tra Vecchio Continente, Stati Uniti e Canada, degno della trama di un film.

La maiolica, in quel momento, si trovava nella disponibilità di una importante e facoltosa collezionista canadese dell’Ontario che l’aveva acquistata in buona fede. I carabinieri hanno ricostruito i vari passaggi: un importante antiquario con diramazioni in Inghilterra l’aveva acquistata da Sotheby’s nel 2012 (lotto 38) e, attraverso un socio newyorkese, l’aveva venduta alla collezionista, per una cifra intorno ai 350mila dollari.

Ma come era arrivata a Londra? In che mani è passata fino al 2011? Chi l’aveva staccata dalla parete? E per conto di chi? Impossibile risalire ai responsabili del furto e dell’illecita compravendita iniziale, anche perché nel mezzo è finito il fallimento di una casa d’aste e si è persa la documentazione.

Fatto sta che per un po’ la Madonna è stata perfino esposta nel Royal Ontario Museum, quindi ha trovato collocazione a Toronto, a casa della collezionista. Ed è qui che i carabinieri hanno cercato, in un primo momento, di recuperarla, tentando di incontrare la famiglia, anche con l’avvertimento che sarebbe stata avviata la procedura per avere la rogatoria, come prevede la legge italiana. Riavere l’opera non è stato facile. Mentre la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca – nel frattempo inseritasi per un’altra indagine – ha emesso un provvedimento di confisca per esportazione illecita commessa da ignoti, l’Ambasciata italiana in Canada, il Consolato generale italiano di Toronto, l’esperto per la sicurezza della direzione centrale dei servizi antidroga presso l’Ambasciata e i carabinieri hanno avviato un importante percorso di diplomazia culturale, che ha consentito di intessere con i possessori dell’opera una paziente interlocuzione fino alla spontanea restituzione il 4 aprile 2019.

Ma l’opera quando tornerà a Scansano? Ad oggi la Madonna appartiene allo Stato. Dal 3 maggio al 15 luglio sarà esposta al Quirinale nella mostra che celebra l’operato dei carabinieri del nucleo Tbc. Poi sarà restituita alla Diocesi, probabilmente a fine estate. —

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