Il Tirreno

Grosseto

Geotermia 

Aree idonee Barocci bacchetta i sindaci

F.B.

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firenze. I comitati ambientalisti e alcuni amministratori pubblici sono intervenuti in audizione a Firenze lunedì nell’Auditorium delle Regione Toscana, in previsione delle modifiche del Piano ambientale ed energetico regionale. Con diciotto interventi hanno detto no ai criteri usati dalla Regione Toscana per individuare le aree non idonee alla geotermia e al finanziamento pubblico dei nuovi impianti.

«Ci si è espressi favorevolmente solo all’utilizzo delle pompe di calore geotermico per edifici pubblici e privati – commenta Roberto Barocci del Forum ambientalista grossetano –. Le segnalazioni sono state raccolte dalla garante della partecipazione Francesca de Santis, quindi si tratta di un percorso virtuoso di trasparenza, non decisivo, ma che consente alla collettività di valutare democraticamente l’operato e le scelte del decisore pubblico.

Per i territori dell’Amiata e comuni limitrofi sono stati evidenziati i nuovi studi «che – dice Barocci – confermano gli eccessi di mortalità; la mancata difesa e definizione dei vincoli delle aree di ricarica delle falde idropotabili dell’Amiata; i danni economici alle strutture agrituristiche; il declino sociale ed economico dei Comuni dove la geotermia è diventata l’unica forma d’investimento».

Barocci sottolinea anche quella che definisce «l’incredibile scelta delle amministrazioni di Arcidosso e di Santa Fiora di non segnalare alla Regione che nei loro territori sono vigenti molti vincoli di tutela di aree protette dalla Comunità europea e da norme nazionali, previsti nella legge di individuazione delle aree non idonee».

Ma il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini non ci sta e specifica: «Per l’ennesima volta torno a ripetere che questa amministrazione non ha segnalato le aree idonee perché ritiene questo strumento della Regione Toscana non adeguato. La Regione ha sbagliato, perché l’argomento doveva essere vagliato da tutti i comuni insieme e non singolarmente. La Regione avrebbe dovuto approntare un tavolo comprendente tutti i comuni dell’Amiata per ottenere qualcosa di convincente. Ma ciò che è importante, poi, è che la mancanza del nostro documento, non presentato proprio per evidenziare il nostro disaccordo con le linee regionali, non significa certo che tutto il comune è area idonea, anzi il contrario. Restano infatti, in questa maniera, ancora più evidenti i vincoli delle numerose aree protette nel nostro comune. Vincoli rigorosi che non c’è certo bisogno di evidenziare». — F.B.

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