Il dolore
Si fingeva maresciallo per ritrovare la sua ex
Stalking e sostituzione di persona: 59enne sotto accusa Avrebbe cercato informazioni anche da una parrucchiera
GROSSETO. Pur di avere notizie della sua ex, che si era allontanata da lui, da un paese del Sud Italia, e che di questa storia non voleva più sapere nulla, si sarebbe finto maresciallo dei carabinieri. In una tabaccheria e in un negozio di parrucchiera, entrambi in città. Ma anche con un uomo che, credendolo appunto un militare, lo aveva accompagnato con l’auto in questi due esercizi commerciali.
Sostituzione di persona, ma anche stalking nei confronti della donna, violazione di domicilio con lesioni e violenza privata tentata sono le accuse per le quali un uomo di 59 anni è finito sotto processo davanti al giudice Marco Bilisari. Il processo arriva a conclusione di un fascicolo iniziato dalla segnalazione di un tabaccaio a un poliziotto («mi ha chiesto di far vedere i movimenti delle poste pay») e proseguito con l’applicazione di una misura cautelare, il divieto di dimora in provincia di Grosseto (aprile 2017). Risalgono proprio all’aprile 2017 i fatti contestati, riepilogati in aula dal fratello della donna: «Mi permetta signor giudice di dire che ciò di cui mi avete chiesto di parlare è niente rispetto a quello che sta accadendo da qualche tempo a questa parte». E poi dalla parrucchiera: «entrò, disse di essere un maresciallo e mi fece vedere una foto. La donna era stata a farsi i capelli da me un paio di volte ed eravamo entrati in confidenza, mi disse di essere stata segregata».
All’uomo vengono contestati altri due episodi dello stesso giorno, il 4 aprile. Due episodi violenti, avvenuti al momento della scoperta del luogo in cui la donna risiedeva: perché il 59enne si sarebbe presentato a casa del padre della sua ex, facendolo cadere spingendo la porta (prognosi di 7 giorni). Avrebbe detto che sarebbe rimasto lì fino a che non gli fosse stato consentito di parlare con la donna. Ci sarebbero state anche minacce di suicidio. Quella sera era corso a casa il figlio, sentito appunto in aula, che aveva ricevuto la telefonata concitata del padre: «Corri, c’è lui a casa!». Erano arrivati anche i carabinieri. L’incontro con la ex non c’era poi stato.
Il fratello ha confermato che da tempo la donna non stava più bene con l’uomo e che lei gli telefonava dicendo di essere di fatto chiusa in casa. Gelosia che si sarebbe poi manifestata con almeno tre telefonate e cento messaggi al giorno (lei sarebbe stata costretta a cambiare numero di telefono) e con la minaccia che avrebbe picchiato il nuovo compagno se avesse avuto una relazione sentimentale. — P.S.
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