Il Tirreno

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isola del giglio 

«Le nostre parole d’ordine sono rilancio e benessere»

Gabriele Baldanzi
«Le nostre parole d’ordine sono rilancio e benessere»

Giacomo Landini, sindaco tra il 1995 e il 2004, sfida l’uscente (e parente) Ortelli Più posti barca al porto, nuova gestione a Campese, nuovo selciato al Castello

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. Sindaco del Giglio tra il 1995 e il 2004, Giacomo Landini ha ufficializzato di recente la sua ricandidatura alla fascia tricolore, presentandosi come primo sfidante ufficiale del sindaco uscente Sergio Ortelli, con cui peraltro è imparentato.

«Stiamo costruendo una lista civica con persone di diversa estrazione politica, economica e sociale – attacca Landini – uomini e donne che hanno come obiettivo il rilancio turistico dell’Isola e il benessere dei suoi abitanti. Abbiamo creato una piattaforma – ideeperilgiglio. org – per raccogliere idee e progetti e nello stesso tempo divulgare quelli della lista che si presenterà alle elezioni del 26 maggio. C’è interesse e partecipazione».

Andiamo per ordine: cosa proponete per Giglio Porto?

«A Giglio Porto è importante aumentare i porti barca e qualificare quelli presenti. Tutti sanno che i possessori di barche e yacht snobbano e denigrano la nostra isola. Abbiamo sempre sentito parlare di problematiche importanti, di operazioni scomode, di code e attese, di diniego allo sbarco. Riteniamo che il futuro di un’isola che vive di turismo sia adeguarsi alle necessità dei possessori di natanti e di barche. Per noi questo punto è essenziale per la qualificazione del turismo. I possessori di barche ci stanno sfuggendo e approdano altrove. È nostra intenzione, quando sarà il momento, delucidare la popolazione sulle modifiche da apportare all’insopportabile situazione esistente. Per i traghetti, per esempio, potrebbe essere pensato un altro ingresso in porto. Lo so, si tratta di un tema controverso, ma proprio per questo motivo intendiamo avviare e condividere il percorso attuativo con i cittadini».

Iil vostro programma dei porti prevede anche interventi a Campese e Porto Arturo (Cannelle), giusto?

«Sì, la portualità non significa cambiare soltanto la situazione del Porto. Il Giglio dovrà attrarre imbarcazioni di ogni tipo. Creeremo i presupposti per generare posti di lavoro grazie alle nuove presenze. Giglio Campese ha le potenzialità per ospitare un numero maggiore di barche e in una situazione migliore. Quindi noi puntiamo a gestire diversamente il porticciolo abusivo di Campese, dove all’oggi l’autorità marina ha sgomberato tutte le imbarcazioni. E riteniamo sia da ottimizzare anche gli approdi nell’insenatura di Porto Arturo».

C’è tanto cemento in questo programma...

«No, io sono contrario alla cementificazione. E a riprova le racconto una notizia poco divulgata di qualche anno fa: durante il mio secondo mandato di sindaco ho approvato una variante urbanistica di salvaguardia che ha bloccato la costruzione di circa settanta appartamentini al Campese. Non solo. Vogliamo completare la bonifica della spiaggia di Campese, un intervento realmente ecologista. E sempre in ambito green abbiamo in programma il ripascimento della spiaggia di Campese e di Arenella, la riorganizzazione del sistema fognario per le due frazioni ignorate dalla depurazione (Campese e Porto) e la riorganizzazione delle aree di sosta dei cassonetti, in particolare la realizzazione di paratie per nasconderli alla vista».

Anche sull’area dell’ex campo sortivo di Campese avete delle idee…

«È allo studio un progetto per la realizzazione di un impianto di servizi turistici orientati al periodo autunnale e invernale».

E il Castello?

«Al Castello promettiamo il rifacimento dei selciati dei centri storici, la creazione di una task force per la ristrutturazione delle mura, con il coinvolgimento del Demanio, e infine aree di sosta e svincolo per gli autobus».

Chi c’è con lei in questo progetto civico?

«Solo qualche nome, sperando di non fare torto ad altri: Giuliano Mattera al Porto, Silvana Di Salvo e Francesco Stagno al Castello, Sergio Brothel al Campese. Ma la lista è ancora in fase nascente».

Due parole su Ortelli: perché non siete insieme?

«Lo siamo stati in passato. Sergio era un consigliere della mia lista. Oggi posso dire che ha disatteso le speranze di molti di coloro che lo sostenevano. Tante promesse, pochi fatti. Progetti di teleferiche, di rifacimento di piazzette varie. Ortelli è reduce da 10 anni non certo brillanti: i traghetti, per esempio, da tre sono diventati due, a terra i trasporti continuano a essere effettuati con mezzi obsoleti e non idonei a percorrere le nostre strade, il problema dei parcheggi rimane irrisolto e il porto è sempre più congestionato dalla presenza di auto. Devo dire altro? ». —

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