Il dolore
«Non ci sono faide ma riflessioni sull’ipotesi rinvio»
Nomine dei vertici di Acquedotto del Fiora L’ex presidente Tiberi vuole precisare
L’INTERVENTO
Sono appese a un filo le speranze che l’assemblea dei soci di Acquedotto del Fiora, venerdì mattina, possa partorire il nuovo cda e il presidente che dovrà avvicendare Emilio Landi. Il problema – lo hanno confermato ieri autorevoli esponenti grossetani del Pd e della Lega – è rappresentato dalle rivendicazioni di alcuni sindaci e maggiorenti del Pd amiatino, che preferiscono la strada del rinvio (gradita anche al centrodestra) piuttosto che una presidenza non grossetana.
Uno stallo inatteso, paradossale, sul quale offre la propria versione dei fatti l’ex presidente Tiberio Tiberi, intervenendo a precisare dal suo punto di vista alcune sfumature dell’articolo pubblicato ieri dal Tirreno.
«La faida amiatina non esiste – sono parole di Tiberi – e alla riunione della direzione Pd (raccontata dal Tirreno) Claudio Franci non era presente. Noi amiatini intervenuti nel dibattito abbiamo semplicemente preso atto dell’informativa del sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi sugli esiti degli incontri intercorsi con gli altri soci del Fiora e cioè che non esiste condivisione sulla scelta della nuova governance tra i sindaci senesi e grossetani e nemmeno tra quelli di centrodestra e centrosinistra. Da qui l’idea del rinvio, come avvenne in occasione del mandato di Ceroni, poi di Tiberi e infine di Landi, giustificato anche dal fatto che in 40 dei 55 comuni soci ci sono le elezioni e una parte dei sindaci attuali, che il 19 aprile dovrebbero votare, non si ricandideranno».
Sarà certamente così, ma è altrettanto certo che il partito di Tiberi, il Pd, in questa occasione aveva come obiettivo dichiarato proprio quello di trovare il presidente prima del voto di fine maggio.
Tiberi ricorda poi le sue parole in direzione, centrate sulla richiesta di prorogare al 2031 la concessione del Fiora che scade nel 2026: «Così facendo i cittadini continuerebbero ad avere la corrente tariffa fino al 2031, come previsto dal Piano economico finanziario approvato dall’Autorità idrica toscana nell’ottobre del 2016. Di contro il volume degli investimenti, che dal 2020 al 2026 è inferiore a quanto servirebbe, potrebbe essere ulteriormente incrementato». Sempre secondo Tiberi il momento opportuno per tornare su questi temi (in primis la proroga) sarà in seno all’Ait, quando quest’ultima – nel 2020 – dovrà approvare il nuovo Piano economico finanziario del Fiora. «A quel punto andrà presentata un’eventuale richiesta di proroga e la sua durata, alla luce di dati più aggiornati sui conti del gestore e anche di maggiori informazioni sulle possibili evoluzioni dello scenario regionale del Sistema idrico integrato». —
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