Il Tirreno

Grosseto

polo manetti-porciatti/1 

La realtà virtuale per costruire sbarca alle medie

S.F.
La realtà virtuale per costruire sbarca alle medie

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grosseto. Dal virtuale al reale il passo è breve, anzi sembra non esistere. È quanto vuole dimostrare la sezione Costruzione ambiente e territorio del Polo Manetti-Porciatti con un progetto che, come definito e presentato nei mesi scorsi, farà parte dell’offerta didattica dell’istituto a partire dal prossimo anno scolastico ma che di recente ha interessato anche alcune scuole medie comunali e della provincia.

Il responsabile del progetto Alfio Vanelli e il docente Marco Barbacci hanno avuto l’idea di coinvolgere le scuole di grado inferiore. «Abbiamo pensato – dicono – che fosse importante non solo presentare ai nostri ragazzi questa nuova materia ma anche introdurre gli alunni delle medie a questa parte del percorso formativo che troveranno da noi». E la risposta non è mancata: nei giorni scorsi, infatti, oltre cento alunni delle medie inferiori hanno partecipato entusiasti al progetto condividendone le varie applicazioni. La parte tecnica è stata curata esclusivamente dal professor Giovanni Calanzone che ha approntato e fatto sperimentare agli alunni un sistema in tecnologia tridimensionale basato sull’utilizzo di un casco con lenti del tipo Oculus Rift che, indossato con l’ausilio di un normale pc compatibile a cui è collegato e di uno specifico software denominato Eyecad Vr, consente di riprodurre virtualmente ai propri occhi una serie di immagini in movimento come se fossero reali. Tipico esempio applicativo ne è il rendering di un’immobile di futura costruzione: con il visore è possibile “navigare” osservando ad ogni movimento della testa, ogni angolo, piano, fino ai più semplici dettagli e alle rifiniture dei materiali da impiegare in 3D. Ma, oltre all’architettura e alla geometria, ambiti preferiti di quest’innovazione (che, con hardware e software può arrivare a costare fino a 6mila euro), ci sono altri campi nei quali si possono impiegare gli strumenti virtuali più” quotidiani: dai cartoni animati fino all’attività fisica ed allo studio del corpo umano. «Si tratta di casi – dice Calanzone – di realtà virtuale immersiva da cui si resta catturati e coinvolti a trecentosessanta gradi». — S.F.

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