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Grosseto

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Il modello Cinque stelle piace a Mario Gambassi e il Movimento lo appoggia

Pierluigi Sposato
Il modello Cinque stelle piace a Mario Gambassi e il Movimento lo appoggia

«Trasparenza e partecipazione sono i due cardini di M5s che abbiamo applicato al nostro metodo di lavoro. Dobbiamo ascoltare i cittadini»  

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GROSSETO. Via Ginori 15, sede di M5s, sabato mattina. Al tavolo, convocata una conferenza stampa, siedono Giacomo Gori, la consigliera comunale Daniela Lembo e Mario Gambassi, candidato sindaco per “Cambiare in Comune” a Roccastrada. Perché Gambassi? Il Tirreno ne ha già anticipato qualcosa, adesso arriva l’ufficialità.

«Perché Gambassi ha intenzione di utilizzare il nostro modello di gestione amministrativa. Il modello Grosseto - spiega Gori senza nascondere un pizzico di orgoglio - Lo ha già fatto Luigi Scotto all’Argentario, lo ha fatto Dario Nardella a Firenze». Modello Grosseto da “esportazione”, con una procedura che - in linea teorica - potrebbe essere trasferita direttamente in tanti Statuti comunali, dicono i pentastellati, come previsto dal Testo unico degli enti locali in forza dell’autonomia delle amministrazioni comunali.

E, in una sorta di mutuo aiuto, il movimento garantisce l’appoggio alla candidatura di Gambassi, «qualora dovesse entrare in Comune, e tanto più se lo dovesse fare da vincitore. Sarebbe un cambiamento drastico, con soli vantaggi per i cittadini. A Roccastrada noi non ci siamo - ammette poi - Ma non è detto che presto, con la riforma in atto, non possiamo arrivarci. E comunque il nostro modello è stato accettato per scritto da tutti i candidati».

Gambassi annuisce e spiega di essere da tempo un simpatizzante e un attivista dei 5 Stelle. Cosa la ha affascinato del movimento? Quali sono i due punti cardine che le piacciono? «La trasparenza e la partecipazione - risponde - Già da tempo, in tempi non sospetti, prima delle elezioni. La nostra è una lista civica, con persone di destra, di sinistra ed estranee alla politica. Pensando a come organizzare il lavoro, ho creduto opportuno portare questi princìpi alle nostre riunioni. Secondo me e secondo tanti ormai, non ci sono troppe distinzioni tra destra e sinistra. Dobbiamo ascoltare i cittadini. E questo noi facciamo». Secondo lei questa trasversalità non sarà motivo di confusione quando arriverà il momento di prendere decisioni? «Niente affatto, la trasversalità è un punto di forza».

La pensa così anche Lembo, che ricorda il passato recente e il cammino intrapreso in questi anni. «Spesso le sperimentazioni vanno controcorrente e non sempre si è capiti, anzi spesso si viene attaccati. A noi interessa fare un percorso di approfondimento sulla partecipazione dei cittadini, ma non con un semplice convegno. Informare, consultare, coinvolgere, cooperare, capacitare cioè mettere in pratica le scelte, sono i cinque punti cardine. Adesso noi siamo nella fase di coinvolgimento. Non fa bene alla democrazia che a Roccastrada ci sia da 70 anni lo stesso partito». —

Pierluigi Sposato



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