Il Tirreno

Grosseto

l’operazione free wood dei carabinieri 

Spaccio nelle pinete Condannato a 8 anni e a pagare una multa da 38mila euro

Pierluigi Sposato
Spaccio nelle pinete Condannato a 8 anni e a pagare una multa da 38mila euro

Pene anche per chi aveva svolto compiti di autista o vedetta e veniva ricompensato con denaro o sostanze stupefacenti 

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La condanna più pesante - 8 anni, 10 mesi, 20 giorni e 38.300 euro di multa (il tutto con la riduzione di un terzo prevista dalla scelta del rito abbreviato) - è stata inflitta Lassad Chamki, tunisino di 29 anni. Ma ci sono state pene consistenti anche per altri imputati finiti davanti al giudice per l’operazione antidroga Free wood, che nell’aprile 2016 portò all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari: era l’operazione che aveva chiuso i controlli dei carabinieri sullo spaccio in pineta tra Marina di Grosseto e Pian d’Alma. Il gruppo di stranieri avrebbe venduto la droga, i maremmani avrebbero fatto da autisti o da corrieri, intermediari, fornitori di vettovaglie e attrezzatura, oppure ancora vedette e che sarebbero stati ricompensati con droga o denaro. Con la contestazione di occultamento di cadavere (quello di Stefano Onofri, 39 anni, di Gavorrano, che sarebbe morto per overdose a Marina di Grosseto e il cui corpo era stato portato all’Ampio di Castiglione della Pescaia il 17 settembre 2014, nell’auto) per la quale il processo si è diviso in due parti: per Jamel Chamkhi, 26 anni, tunisino, stralcio e dibattimento; per Giacomo Petri, 26 anni, grossetano è arrivata adesso l’assoluzione per non aver commesso il fatto, sempre con l’abbreviato.

La sentenza è del giudice Andrea Stramenga, che oltre a Lassad ha condannato anche Ridha Talbi, 40 anni, e Lofti Bamor, 27 anni, a 5 anni e 23.100 euro; Fabio Bellucci, 32 anni, a 4 anni, 2 mesi e 18.000 euro; Giacomo Petri a 4 anni e 17.300 euro; Giuliano Massariello, 34 anni, Francesco Zullo, 57 anni, Alessandro Conti, 30 anni, Leonardo Intravaia, 50 anni, e David Mattioli, 49 anni, ciascuno a 2 anni e 8 mesi più 11.500 euro di multa. Tutti dovranno pagare le spese del processo, Talbi, Lassad e Bamor anche quelle della detenzione in carcere. Motivazioni entro tre mesi.

A Lassad Chamkhi, Talbi, Bamor, Petri, Bellucci, Conti, Mattioli, Intravaia e Zullo venivano contestati numerosi episodi di spaccio di eroina, cocaina e metadone, offerti in vendita «a una indeterminata platea di acquirenti nelle zone rurali di Grosseto e Castiglione della Pescaia», nel periodo 2015-gennaio 2016. Dieci gli episodi di cessione individuati, con responsabilità diverse tra gli imputati a seconda di chi aveva agito, tre quelli di trasporto per la vendita (in un caso, 100 grammi tra eroina e cocaina per circa 10.000 euro). A Chamkhi, Talbi e Bamor era contesta l’aggravante di aver indotto a commettere il reato persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti. Chamkhi e Talbi sarebbero stato i “direttori” dell’attività illecita. Sedici le personeidentificate, tra uomini e donne, a cui sarebbe stata ceduta la droga; ma ve ne sarebbero anche molti altri rimasti per il momento ignoti.

Massariello e Bellucci dovevano rispondere di un terzo capo di imputazione,per aver concorso nell’acquisto e nella detenzione di 28 grammi di cocaina. Consistente, in ogni caso, il quantitativo di sostanze stupefacenti sequestrate dai carabinieri che, poter individuare i responsabili del traffico illecito, si erano travestiti da fungaioli per non dare nell’occhio.

A Chamkhi è stata riconosciuta la recidiva, a Bellucci, Conti, Intravaia, Petri, Massariello, Mattioli e Zullo la circostanza attenuante (equivalente per Petri e Bellucci, prevalente per Zullo e Massariello). —

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