Il Tirreno

Grosseto

il dibattito 

Varianti urbanistiche Confedilizia frena sui nuovi immobili

L’associazione sollecita incentivi sul patrimonio esistente Pd e Lista Mascagni: «Rossi fantastica sugli introiti Imu»  

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grosseto. Continua a far discutere – dall’opposizione alla giunta Vivarelli Colonna alle associazioni di categoria che rappresentano l’interesse degli imprenditori edili – la scelta dell’Amministrazione comunale di prevedere alcune varianti al regolamento urbanistico in scadenza prima che si giunga al nuovo piano operativo. Tra di esse c’è quella già ribattezzata “del Casalone”, la cui proposta prevede di rendere edificabili terreni verdi vincolati lungo via Sordi, ma anche quella che prevede la costruzione di un punto vendita e di un distributore carburanti a marchio Conad sulla Scansanese.

«Dopo una settimana dalla nostra richiesta di convocazione straordinaria della commissione urbanistica ancora nulla si è mosso: e il termine entro cui deve essere convocata è di 20 giorni» scrivono in una nota i consiglieri comunali Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (Pd) e Marilena Del Santo e Carlo De Martis (Lista Mascagni). Ecco perché tornano sulla questione. «Leggiamo – aggiungono i consiglieri – la risposta fornita ai rilievi sollevati dal segretario Pd di Gorarella Giuseppe Conti dall’assessore Fabrizio Rossi, il quale nel magnificare la lottizzazione ha annunciato straordinarie ricadute in termini occupazionali e un incremento consistente del gettito Imu per le oltre 150 unità abitative. Le stesse ricadute occupazionali si otterrebbero anche con interventi di rigenerazione di quartieri, il che eviterebbe ulteriore consumo di suolo». E sull’Imu: «L’assessore dovrebbe sapere che sulla prima casa non si paga e dunque, ritenendo alquanto improbabile che il Casalone diventi un insediamento turistico di seconde case, risulta evidente come quanto affermato non stia né in cielo né in terra». Pd e Lista Mascagni calcola poi il futuribile gettito Imu: se il 20% degli appartamenti previsti fosse acquistato come seconda abitazione se ne otterrebbe un gettito Imu annuo di 50mila euro: «Se la variante non è indispensabile per le ricadute occupazionali, e se è inconsistente il gettito Imu – concludono i consiglieri – qualcuno potrebbe spiegare ai cittadini dove stia l’interesse (pubblico) in questa variante, tanto cara al sindaco e al suo assessore all’urbanistica?».

Dubbi sulle varianti urbanistiche sono sollevati anche da Confedilizia Grosseto che segue la questione «con attenzione e preoccupazione» precisa la presidente Paola Tamanti. «È sotto gli occhi di tutti – dice Tamanti – come negli ultimi anni il valore degli immobili della proprietà diffusa abbia subito drastiche riduzioni. Introdurre nel mercato ingenti quantità edificatorie – sottolinea – significa accentuare il gap tra valore del nuovo e valore dell’usato, erodendo ulteriormente il valore dei risparmi dei cittadini. Se si considerano i soli piani attuativi già approvati o in corso di approvazione l’offerta immobiliare cittadina sul mercato sarà, nei prossimi anni, di circa 600 nuove unità residenziali, alle quali si sommano le centinaia di unità immobiliari esistenti e invendute. Se si aggiungessero le nuove previsioni proposte nelle varianti si arriverebbe poco sotto le mille unità, con effetti non trascurabili sul mercato immobiliare e sul valore dell’usato».

«Ha ragione l’assessore Rossi quando dice che lo strumento urbanistico deve essere rinnovato – continua Tamanti – ma riteniamo che le varianti più urgenti debbano riguardare proprio la disciplina degli immobili esistenti, individuando incentivi per la ricostruzione e l’adeguamento, come più volte ribadito da Ance e Confedilizia. Imposizione fiscale e andamenti del mercato immobiliare hanno già fortemente ridotto il valore del patrimonio dei grossetani. Servono adesso misure attente di tutela e promozione». —

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