Sicurezza
Nuovo carcere in città progetto datato 2013
Nella relazione al Parlamento dell’ex ministro Orlando era già stata indicata l’area dell’ex deposito Ansaldo
grosseto. Lo studio di fattibilità di un nuovo carcere nell’area demaniale dell’ex caserma Artiglieria Ansaldo con una capienza di 600 detenuti era già presente in una relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria per l’anno 2013 presentata dal ministro della Giustizia del Governo Renzi Andrea Orlando, comunicata alla presidenza del Senato l’8 agosto 2014. È questo uno dei documenti che la Uil polizia penitenziaria ha presentato due giorni fa all’incontro con l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi. Documento che poi è arrivato nelle mani del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. «Già sei anni fa era stata ipotizzata la costruzione di un nuovo carcere in città - spiega il segretario della Uilp Francesco Sansone - Il sindaco ci ha ribadito la disponibilità a concedere l’area dell’ex deposito Artiglieria Ansaldo per la realizzazione della struttura». Un incontro, quello con l’amministrazione comunale, che ha anticipato quello di Sansone e Marco Mannelli con il vicario del prefetto, al quale sono state spiegate le motivazioni alla base del sit-in organizzato dai sindacati della polizia penitenziaria per lunedì mattina quando al Palazzo del Governo ci sarà anche il provveditore dell’amministrazione penitenziaria.
Nel documento firmato dall’allora ministro Orlando si legge che la direzione generale aveva «elaborato uno studio di fattibilità per il recupero di una caserma dismessa dell’Esercito (ex Parco Artiglieria) situata nella città di Grosseto che sarebbe trasformabile in una casa di reclusione da 600 posti». È su questa strada che i sindacati e le istituzioni puntano per evitare la chiusura del carcere di via Saffi. Chiusura che dovrebbe avvenire soltanto dopo che il nuovo carcere sarà pronto, al posto dell’ex caserma di via Senese.
«Si continua e si continuerà a perseguire con grande attenzione questo obiettivo - spiega il segretario Sansone - per evitare che i ventisei agenti che lavorano nella struttura di Grosseto vengano trasferiti e che i civili che si occupano dei servizi e che fanno parte di alcune cooperative, perdano il lavoro». Una lotta, quella dei sindacati degli agenti di polizia penitenziaria che lunedì mattina, a partire dalle 10,30, sarà portata in piazza, proprio davanti alla Prefettura dove alle 12 è in programma l’incontro istituzionale.
Ieri pomeriggio, la parlamentare azzurra Elisabetta Ripani ha portato la protesta dei sindacati alla Camera. «La dismissione del carcere - ha detto - decisa unilateralmente dal ministero, ha colto di sorpresa la direzione della struttura, i cinquanta lavoratori e la città intera. Con la chiusura del carcere ci sarebbero ricadute negative per l’economia e la sicurezza dell’intera provincia: a Grosseto hanno sede il tribunale e la procura e la decisione del ministero è per noi inaccettabile, se prima non verrà costruita una nuova struttura». — F.G.
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