Sicurezza
«Nessun attrito col Pd anzi appoggio Donati»
Parla Teodoli, dopo l’uscita di scena dalla corsa elettorale «Ho necessità di dedicare più tempo alla mia famiglia»
CAPALBIO. Alessio Teodoli, 44 anni, vicesindaco in carica, sembrava essere il candidato naturale del centrosinistra capalbiese dopo Luigi Bellumori. Caratteristiche diverse ma stessa capacità di intercettare consenso. A sorpresa però, un mese fa, come successore di Bellumori è uscito il nome di Marco Donati, segretario locale del Pd, lasciando spazio a un fronte di chiacchiere (per la maggior parte infondate).
Teodoli nel frattempo si è chiuso nel silenzio. Oggi Il Tirreno lo intervista per sciogliere ogni dubbio.
Non è anche lei in rotta con il Pd, vero?
«Assolutamente no. Anzi, sono molto soddisfatto del percorso compiuto e della candidatura di Marco (Donati, ndc), che è la migliore. La dimostrazione è che sarò in lista al suo fianco come fu 5 anni fa con Luigi, per portare sostegno alla causa del gruppo e dare continuità a un lavoro avviato, con lo stesso impegno di sempre verso la comunità capalbiese».
Ma cos’è successo esattamente?
«Allora, andiamo per ordine. In tempi non sospetti, insieme a Marco, alla classe dirigente del Pd e agli attuali colleghi di maggioranza, avevamo iniziato un percorso che, dopo un confronto con la base, avrebbe potuto portare a una mia candidatura a sindaco. Alla fine di questo percorso, però, è cambiato lo scenario e, tutti d’accordo, siamo andati su Marco. Per quanto riguarda il sottoscritto è una questione personale, familiare. A volte, nella vita, si presentano vicissitudini, curve, incroci, problemi di salute inattesi di persone a cui vuoi bene. E devi scegliere. Io, in questo momento, ho la necessità di dedicare alla mia famiglia un tempo adeguato, che sarebbe stato difficile trovare nel ruolo di candidato alla carica di sindaco. Ovviamente questo non mi impedisce di sostenere Marco e il mio contributo sarà massimo».
Cinque anni fa Teodoli, a sorpresa, fece registrare il record di preferenze. È vero che è stato un po’ corteggiato anche da altre liste?
«Che presi molte preferenze – mi pare 143 – è vero. Che mi hanno corteggiato altri, pensando che potessero esserci contrasti interni e che dissentissi dalla linea, non è assolutamente vero. Sono ancora il vicesindaco di Gigi e non ho mai, mai – ripeto mai – pensato a dimettermi o a voltare le spalle al gruppo che ha governato in questi anni».
Lei è ottimista sul risultato di Donati?
«Certo. Credo fortemente nel gruppo che si sta creando e nelle idee che stiamo sviluppando con la nuova squadra. Ovviamente leggere le intenzioni di voto di Capalbio non è facile, neanche per chi ci vive. Le attuali liste lasciano aperti i giochi ma siamo altrettanto consapevoli di aver seminato molto, soprattutto in forza delle poche risorse a disposizione dell’amministrazione. Governare un comune come Capalbio, a questi chiari di luna, è faticoso, rischioso, complesso. Luigi Bellumori è stato un gran sindaco e Marco Donati proseguirà con decisione sul solco che è stato tracciato».
Ultima domanda: se Donati vincesse e le chiedesse di rifare il vicesindaco...
«In questo momento la cosa più importante è creare un progetto politico serio e concreto. Per diventare vicesindaco, e quindi far parte della giunta comunale, bisogna innanzitutto vincere le elezioni…». —
Gabriele Baldanzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
