Sicurezza
Muffa nell’abitazione L’Asl conferma «Non è più abitabile»
Consuelo Querci soffre di asma ed è stata anche ricoverata L’Epg non aveva rilevato alcun problema nella struttura
Nei mesi scorsi una fitta muffa nera è fiorita sulla parete dell’appartamento di Consuelo Querci, una casa ricavata nell’ex scuola di Travale e gestita dall’Edilizia Provinciale Grossetana; oggi l’Asl ha dichiarato inabitabile quell’abitazione.
La donna pochi giorni dopo la comparsa della muffa era stata ricoverata in ospedale per degli attacchi di asma, una patologia di cui soffre da sempre ma che in quell’occasione si era acutizzata: «Sono asmatica bronchiale e allergica alle penicilline – aveva raccontato al Tirreno Consuelo – il mio medico di famiglia è uno pneumologo e dopo avermi visitata a casa lui stesso ha sostenuto che così com’è l’appartamento non è vivibile. Rischio costantemente lo choc anafilattico».
Consuelo si è sentita male il 21 febbraio scorso e, dopo essere stata dimessa dall’ospedale, aveva chiesto all’Epg di essere trasferita in un’altra abitazione.
Fotografie alla mano, la donna sosteneva che il tetto della casa era molto compromesso. La richiesta era però stata respinta: «La Epg ha effettuato interventi di manutenzione straordinaria nell’alloggio in questione negli anni 2010, 2014 e 2016 e, in quelle circostanze, nulla fu segnalato dalla signora, né riscontrato dai tecnici circa le problematiche oggi lamentate. È molto più plausibile che la formazione di muffa sia conseguenza della ubicazione dell’immobile, ed in particolare della non adeguata areazione e riscaldamento dell’alloggio da parte della Querci», aveva spiega Epg, lamentando anche una mancata manutenzione ordinaria dell’appartamento.
Oggi un nuovo certificato rilasciato dall’Asl indica la non abitabilità dell’appartamento, sia per la presenza massiva delle muffe sia per la pericolosità del tetto. Il certificato è stato richiesto dalla stessa Querci il 25 marzo scorso: «In seguito al sopralluogo – riporta il tecnico nel documento fornito dalla Querci – l’alloggio sotto il profilo igienico-sanitario risulta non abitabile in quanto le carenze accertate risultano particolarmente gravi e potenzialmente nocive alla salute e alla sicurezza degli occupanti».
L’umidità è presente sia sulle pareti intere che sui soffitti e, in particolare, è diffusa nella sala da pranzo e nei mobili della camera. Per l’azienda l’umidità, e di conseguenze la muffa, derivano «molto probabilmente dalla scarsa tenuta delle acque meteoriche della copertura del tetto, di cui la signora ha fornito le foto, e da cui si può notare la grave situazione derivata dalla scarsa, se non inesistente, manutenzione. Tale situazione di degrado potrebbe determinare il crollo del tetto».
Ad aggravare la situazione è poi la malattia all’apparato respiratorio di cui soffre la donna. Ma le carenze dell’appartamento risulterebbero «particolarmente gravi e pericolose sia per l’incolumità fisica sia per la salute». —
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