Attenzione
Il laboratorio di scienze porterà il nome di Michele
Il diciottenne è scomparso otto mesi fa durante un’immersione subacquea Aveva passato le selezioni per entrare alla Bocconi. Il dolore della mamma
Dedicare il laboratorio di scienze del liceo Carlo Cattaneo di Follonica alla memoria di Michele Maccianti, per indicare agli studenti, suoi coetanei, la strada da seguire, quella della passione per lo studio fatto non per dovere ma per amore della conoscenza.
Michele è morto lo scorso 11 agosto facendo quello che amava: un’immersione in mare. Il diciannovenne si trovava con la famiglia di fronte alla costa del Remaiolo, nel versante sud occidentale dell’isola d’Elba, quando è stato colto da un malore. Ad otto mesi dalla tragedia il liceo Cattaneo lo ha voluto omaggiare con questa dedica. «Questa tragedia ci ha colpiti in un momento di massima bellezza – racconta la madre di Michele, l’avvocata Cinzia Zanaboni – Michele aveva da poco concluso il suo ciclo di studi e aveva passato un anno durante il quale aveva fatto tante esperienze molto belle, sia grazie ai suoi meriti che grazie alle possibilità offerte dalla scuola. A febbraio 2018 aveva fatto il test di ammissione alla Bocconi ed era passato, aveva già il suo posto che lo attendeva. Erano dei giorni di vacanza tra l’esame di maturità e questa nuova avventura e soltanto due giorni dopo lo avremmo accompagnato a Milano perché Michele avrebbe iniziato i corsi alla facoltà di economia. Così non è stato».
L’intitolazione del laboratorio di scienze è un’onorificenza che ha fatto molto piacere alla famiglia di Michele: «Ho apprezzato molto la vicinanza della scuola e questa iniziativa credo che voglia essere di nuovo un segno forte di partecipazione a questa tragedia che improvvisamente ci ha colpiti. Questo è un modo per permettere a mio figlio di continuare ad essere presente tra i suoi coetanei in un luogo dove è sempre stato molto bene – continua la madre del giovane – Era sotto gli occhi di tutti: Michele era bello, ben inserito e aveva molti amici però era anche un ragazzo che considerava la scuola come un’opportunità; non era un secchione ma un appassionato. E non era il solo tra i suoi compagni. Credo che sia stato bello per i professori insegnare in quella classe. Con questa dedica spero che passi il concetto che la scuola dovrebbe essere vissuta non solo come una fatica, ma come un’opportunità per crescere e per formarsi».
Michele durante la primavere aveva passato l’esame di ingresso per la Bocconi ma non aveva detto nulla né ai suoi compagni né ai professori.
Soltanto il giorno della maturità rivelò la novità: «Non amava mettersi in mostra – conclude Cinzia Zanaboni – e mi dispiace molto che non abbia neanche potuto ritirare la borsa di studio che gli era stata assegnata. Quanto è successo resta una cosa assurda, inspiegabile, drammatica e inaccettabile». —
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