Il Tirreno

Grosseto

IN TRIBUNALE

Più di quarant’anni di maltrattamenti su moglie e figlia: testimoni in aula

Alfredo Faetti
Il tribunale di Grosseto
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Il tribunale di Grosseto

La storia comincia negli anni '70 e si allunga fino a oggi: al centro dei racconti botte, alcol e scommesse

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GROSSETO. Questa è una vicenda che si dilata nel tempo, che parte dalla fine degli anni Settanta per culminare nel nuovo millennio. Una storia di violenza, verbale e fisica, presunta e da ricostruire, che ieri è tornata in un’aula del tribunale di Grosseto.

Dal palco dei testimoni ha parlato una donna, la stessa che ha denunciato il suo ex marito per alcuni maltrattamenti che avrebbe dovuto subire insieme alla figlia allora piccola. Botte, alcol e scommesse: sono questi i cardini della sua testimonianza. Dopo di lei è toccato testimoniare al marito della figlia, che intanto si è fatta donna, che ha raccontato non solo di un episodio in cui l’uomo le avrebbe messo le mani al collo, ma anche di conversazioni avute con lui di fronte ai figli piccoli, di cui l’imputato è il nonno. In una di queste, ha raccontato il genero, l’uomo avrebbe detto ai bambini che sarebbe riuscito a urinare «sulla tomba di vostra madre», riferendosi a sua figlia. «I miei figli ne rimasero molto turbati», ha spiegato il testimone.

Questo processo che si sta celebrando a Grosseto di fronte al giudice Gian Marco De Vincenzi, in cui è imputato un uomo per maltrattamenti contro familiari, parte da lontano. Dalla seconda metà degli anni Settanta, periodo in cui l’ex moglie ha collocato i primi episodi di violenza. «Tornava tutte le sere a casa ubriaco», ha detto durante l’udienza, raccontando di vari episodi di violenza a cui sarebbe stata sottoposta insieme alla figlia. «All’inizio non reagivo, poi ho superato il limite», ha detto in aula. Dagli anni Settanta arriviamo a quel che è accaduto dopo il 2003, anno in cui la figlia dell’imputato si è sposata. Proprio suo marito è stato chiamato a testimoniare a domanda diretta ha parlato di un solo episodio di violenza fisica visto con i suoi occhi, in cui l’uomo avrebbe messo le mani attorno al collo della figlia. In compenso, il genero ha parlato di due episodi in cui la violenza è passata dalle mani alle parole. Nel primo, erano presenti lui, i suoi figli e l’imputato e sebbene abbia pregato quest’ultimo di non fare riferimento alla sua causa di separazione, il suocero non sarebbe riuscito a farne a meno. «Ha detto, riferendosi a sua moglie, che sarebbe stato meglio se l’avesse sgozzata trent’anni prima», ha raccontato il testimone. E ancora: in un’altra occasione del tutto simile, con gli stessi protagonisti attorno al tavolo, l’imputato si sarebbe voltato verso uno dei bambini per dirgli che un giorno avrebbe urinato sulla tomba della madre. «Non ricordo le parole esatte, ma il senso è questo», ha detto il testimone di questa lunga vicenda, che tornerà in aula il prossimo autunno. — A.F.
 

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