Lutto
Non dice il suo nome e rifiuta l’avvocato «Mi difendo da solo»
Perizia psichiatrica per un 53enne arrestato alla stazione Aveva aggredito gli agenti dopo aver dato fastidio al bar
GROSSETO. Sarà il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi a stabilire se il 53enne arrestato dalla polizia ferroviaria per resistenza e lesioni è capace di assistere a un processo. Lo ha stabilito il giudice Marco Bilisari, accogliendo la richiesta del difensore Paola Conti, al termine dell’udienza di convalida.
Un’udienza particolare, perché l’arrestato ha tenuto un atteggiamento tutt’altro che collaborativo, preferendo non rispondere ad alcuna domanda, rifiutando anche l’assistenza difensiva, sostenendo di essere in grado di farlo da solo e che tutto ciò gli sarebbe consentito dalla «legge americana»: non ha voluto nemmeno dire nome e cognome e ha detto di volere una copia scritta delle imputazioni che gli vengono mosse, dichiarando poi di non volerle leggere.
Non ha nemmeno firmato il verbale dell’udienza. Il perito sarà nominato la prossima settimana. Intanto l’uomo, abitante nella zona di Roccastrada, resta in carcere, come chiesto dalla vice procuratrice onoraria Fidelia Dompetrini: il giudice spiega che non sono applicabili misure diverse proprio in conseguenza del comportamento dell’indagato.
I fatti. Lunedì mattina l’uomo era entrato nel bar della stazione e aveva iniziato a infastidire gli avventori; nel corso della mattinata aveva anche fatto cadere a terra la dipendente del locale. Così erano stati chiamati gli agenti della polizia ferroviaria, che lo avevano portato all’esterno e poi nel loro ufficio per l’identificazione, dal momento che non aveva voluto dichiarare le proprie generalità. Operazioni difficoltose, perché l’uomo avrebbe sferrato calci (uno aveva raggiunto un sovrintendente - sette giorni di guarigione) e pugni (un ispettore era stato preso a una spalla - stessa prognosi). Era stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale con lesioni, ma anche per aver offeso gli agenti con alcune frasi.
La polizia ferroviaria ha chiesto al questore l’applicazione della misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio e del divieto di ritorno nel Comune di Grosseto per anni 2, una misura che gli dovrebbe essere applicata dall’uscita dal carcere. — P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
