Sicurezza
Sul grande schermo le vite dei risparmiatori travolte dalle banche
Storie come questa ce ne sono a centinaia nella sola Maremma. Era il novembre del 2015, il giorno dopo la liquidazione coattiva di Banca Etruria, quando Marco Festelli, avvocato e responsabile di Confconsumatori Toscana, incontrò un grossetano che aveva perso tutto. «Nnon mi disse di aver perso grosse somme o di aver acquistato titoli o obbligazioni: mi disse soltanto io non ho più soldi per pagare il dentista», racconta Festelli.
Era questa la sostanza di quella chiacchierata, perché il grossetano non era uno speculatore, ma un normale risparmiatore, a cui «avevano fatto investire – sottolinea il responsabile dell’associazione – tutta la liquidazione in obbligazioni subordinate di Banca Etruria».
Con la liquidazione coattiva, però, l’obbligazione venne azzerata e l’uomo non potette permettersi le cure dentistiche di cui aveva un gran bisogno. «Un dramma non solo economico, ma anche morale», dice Festelli.
Sono le storie dei piccoli risparmiatori rimasti vittime dei grandi crac finanziari italiani, a partire dal piano di salvataggio delle banche popolari sino ad arrivare ai diamanti, passando dalle subordinate Mps fino al fallimento delle due banche venete.
Vite a cui è stato rapito il futuro, raccolte nel documentario firmato da Fabrizio Rizzi, presentato ieri pomeriggio al cinema Stella di Grosseto su spinta di Confconsumatori. Non è un caso che questo docufilm sia arrivato in Maremma, perché sono centinaia le storie di questo tipo in provincia: 160 per il caso Banca Etruria, 37 nella truffa dei diamanti, 26 per le subordinate Mps, 13 per le banche venete e 18 per il caso del Fondo Obelisco. «Etruria ha la macchia d’olio più grande in Maremma – riprende Festelli – Sono centinaia i risparmiatori che hanno mandato in fumo i loro risparmi».
Il documentario proiettato ieri prendere spunto dal libro scritto dallo stesso Rizzi, che ha scelto un titolo quasi a ribattezzare una categoria emergente: “I nuovi diseredati”. «È una categoria sociale, perché queste persone che potevano dirsi una volta borghesi – spiega il regista – Dopo aver fatto per una vita l’impiegato di banca, o anche il magazziniere, speravano di fare il salto sociale grazie ai loro risparmi. Salto sociale che non c’è stato perché hanno perso tutto».
È stata proprio questa la spinta a rappresentare le loro storie attraverso carta stampata e grande schermo, perché sono storie posso apparire come casi singoli, ma che in realtà riguardano tutti noi. «Bruciare il denaro significa bruciare possibilità di sviluppo per il Paese – dice il presidente nazionale di Confconsumatori Mara Colla – Distruggere i risparmi delle famiglie significa cancellare delle possibilità per l’Italia, quindi i crac devono interessare non solo gli organi di controllo che hanno fin troppo latitato, come Consob e Bankitalia, ma devono interessare tutti». —
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