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Stato di agitazione dei dipendenti Pam «Azienda minaccia la chiusura»

S.L.

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GROSSETO. Di fronte all’ennesima richiesta dell’azienda, i dipendenti dei supermercati Pam di Grosseto, già da tempo in regime di contratto di solidarietà, proclamano lo stato di agitazione. Lo rende noto un comunicato congiunto di Fiscascat Cisl, Filcams Cigl e Uiltucs Uil che si schierano al fianco dei 67 lavoratori dei due supermercati cittadini (via del Sabotino e via de’ Barberi al centro commerciale Le Palme) a cui l’azienda ha chiesto un nuovo sacrificio in busta paga.

«Da tempo – si legge nella nota firmata da Alessandro Gualtieri (Fisascat), Massimiliano Stacchini (Filcams) ed Elisabetta Lanzoni (Uiltucs) – la catena della grande distribuzione ha attuato il contratto di solidarietà, chiedendo a tutti i dipendenti di compiere un sacrificio a tutela dei posti di lavoro. Adesso giunge notizia di una nuova richiesta da parte della proprietà: rinunciare a parte del salario, circa 5mila euro all’anno, per evitare la chiusura dei punti vendita». Inaccettabile per i sindacati, disponibili però al confronto per impedire che i punti vendita Pam vengano chiusi.

Il sacrificio chiesto ai lavoratori Pam è legato all’attuazione dell’accordo di prossimità che prevede l’azzeramento degli scatti di anzianità e dei premi aziendali (circa 5mila euro lordi all’anno).

I sindacati lamentano la mancanza di strategie di rilancio a livello organizzativo e commerciale per far fronte alla riduzione delle vendite nei due supermercati. «Negli ultimi 15 anni – prosegue la nota – si sono insediate o hanno rafforzato la propria presenza sul territorio catene come Conad, Emi, Simply, Lidl e Eurospin. Pam invece ha rinunciato a qualunque tipo di investimento, decidendo di non acquistare il fondo di via Senegal dove oggi Conad ha un buon ritorno di vendita; inoltre ha rinunciato all’apertura di un supermercato a Orbetello nei locali poi ceduti a Unicoop Tirreno. Nel frattempo i lavoratori sono venuti incontro alle esigenze dell’azienda con riduzioni dell’orario, cassa integrazione, contratti di solidarietà al 23% fino all’ultima richiesta di un ulteriore sacrificio con la minaccia di chiudere i supermercati di Grosseto».

Da qui la proclamazione dello stato di agitazione a tutela dei lavoratori con la richiesta all’azienda di «presentare un progetto organizzativo e commerciale che preveda la riorganizzazione dei servizi ai clienti, una rimodulazione degli orari di apertura e chiusura e una promozione dei prodotti più attenta al territorio». La vicenda cade in un momento delicato per la città, dove forte è la polemica rispetto alla variante urbanistica che l’amministrazione comunale vuole approvare e che consentirà la costruzione, in un’area oggi a verde, di un nuovo supermercato Conad con annesso distributore. — S.L.

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