Sicurezza
Si fanno chiudere dentro al Duomo e saccheggiano le offerte dei fedeli
Per fuggire i malviventi hanno forzato il portone dall’interno Parroco amareggiato, al vaglio le immagini delle telecamere
Il parroco è stato svegliato nel cuore della notte, di soprassalto. «Stavo dormendo quando il telefono ha cominciato a squillare...», racconta don Piero Caretti.
I ladri sono entrati lunedì sera nella Cattedrale. Di sicuro si sono fatti chiudere dentro nascondendosi nel confessionale o in qualche pertugio, per poi assestare il colpo con l’aiuto di una torcia. La chiesa a quell’ora è buia. Finite le messe tutto viene chiuso e le luci sono spente. Come via di fuga è stato usato il portone laterale, forzato dall’interno. Circa 50 euro il bottino presunto, frutto delle offerte dei fedeli.
C’è amarezza nelle parole di don Piero, che al tempo stesso tira però un sospiro di sollievo all’idea che arredi, suppellettili e dipinti sacri sono salvi. «Tutto sommato è andata bene...», dice scrollando le spalle. Nessun danno o dispetto in giro: «era quella la mia paura principale».
Il pensiero è corso subito, e con terrore, alla splendida tavola raffigurante la “Madonna col Bambino” attribuita a Guido di Graziano, venerata nel santuario di Campagnatico e recentemente prestata alla cattedrale di Grosseto dov’è esposta fino al 28 aprile di fronte all’altare. Il privilegio per i fedeli di poter godere e pregare di fronte a questa splendida e antica tavola è legato ai lavori di manutenzione che interessano il santuario di Campagnatico, mèta ogni anno di un pellegrinaggio diocesano, l’ultimo sabato di maggio. L’opera campagnatichese, esposta in Duomo, per fortuna è salva.
I ladruncoli hanno puntato dritto ai soldi, peraltro intascando di sicuro poche decine d’euro, quanto sono in genere gli introiti settimanali, conteggiati ogni mercoledì.
Don Piero indica il raccoglitore in ferro battuto collocato nella navata a sinistra dell’altare, tra i lumini di cera: il lucchetto è stato troncato. «L’hanno scassinato e sono riusciti a rubare i soldi; da altre parti non ce l’hanno fatta». In 2 o 3 punti della chiesa risultano tentativi a vuoto.
«Abbiamo parecchie cassettine in giro – dice don Piero indicando intorno – E comunque, muoversi qua dentro non dev’essere stato facile. Noi con l’ultima messa delle 19 chiudiamo tutto e fa buio pesto: avranno avuto (i ladri ndr) una torcia». Finito il colpo se ne sono andati: la via d’uscita è stata quel portone “vecchio” diversi secoli, laterale, che guarda alla statua di Canapone in piazza Dante.
Il portone è pure coperto da un drappo grosso e lungo fino a terra, molto spesso e pesante. I ladri hanno dovuto scostarlo, per svitare l’antica serratura. «Hanno smontato 4 grosse viti e levato la piastra», facendo saltare la serratura. Una volta fuori non sono riusciti a richiudere del tutto il portone, che è concepito per essere chiuso solo da dentro. Difatti è rimasto socchiuso e qualcuno – passando di lì dopo le 23 – l’ha notato e ha avvertito la polizia municipale. Una pattuglia è arrivata subito e ha cominciato i rilievi.
«Io sono stato chiamato alle 23,45 circa - dice don Piero - e da lì in poi è stato un susseguirsi di telefonate». È la prima volta che la chiesa-madre è visitata dai malviventi o saccheggiata delle offerte. Per le indagini procedono i carabinieri. Sono al vaglio le immagini delle telecamere, sia interne alla Cattedrale che esterne, affacciate su piazza Dante. —
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