Il Tirreno

Grosseto

la chiusura del carcere 

Il sindacato Fsp dice no «Agenti trasferiti e lavoratori a rischio»

Il sindacato Fsp dice no «Agenti trasferiti e lavoratori a rischio»

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GROSSETO. Questa settimana l’attenzione di “Spazio Libero”, l’appuntamento con l’informazione di Paolo Pisani, oggi alle 18 alla sala Pascucci, in piazza Valeri, si concentrerà sulla futura chiusura del carcere. Un’ipotesi che pare giunta ormai a una fase conclusiva: 26 agenti della polizia penitenziaria rischiano di essere trasferiti in altre sedi e a questi, si aggiungerebbero le forti difficoltà per svariate decine di persone, legate anch’esse alla presenza funzionale della struttura.

Intanto, sulla chiusura del carcere interviene anche la segreteria provinciale Fsp polizia di Stato di Grosseto, che esprime il proprio sconcerto per la paventata chiusura del carcere. «Siamo ormai prossimi all’incontro del 15 aprile in città, a cui parteciperanno il Provveditore per la Toscana–Umbria dell’Amministrazione penitenziaria, il sindaco nonché presidente della Provincia, il prefetto e la direttrice del carcere - dice Enzo Mantovani, segretario provinciale del sindacato - Da questo tavolo dovrebbe scaturire una decisione che potrebbe far giungere alla cessazione dell’attività del penitenziario di via Saffi» Già a marzo la direzione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha espresso un parere positivo per la chiusura della casa circondariale. «Pur convenendo che l’attuale struttura carceraria cittadina non è in linea con quelle direttive tese a garantire decoro e funzionalità degli istituti di pena, non solo per le persone recluse ma anche per gli operatori della sicurezza all’interno di esse - aggiunge Mantovani - ci auspichiamo che dal tavolo emergano soluzioni che scongiurino tale ipotesi. Non possiamo innanzitutto non sottolineare l’assoluta mancanza di alcun rispetto nei confronti dei colleghi della polizia penitenziaria che sarebbero trasferiti né nei confronti del personale civile che ersterebbe senza lavoro. Ci asteniamo dall’ esprimere pareri sulla fattibilità di trasferire la popolazione carceraria in alte strutture ma balzano subito agli occhi i costi. Quello che chiediamo è che prima di chiudere il carcere di via Saffi ne sia costruito uno nuovo». —

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