Il Tirreno

Grosseto

l’indagine della guardia di finanza 

Alcolici dall’estero senza pagare accise: maxievasione

Francesca Gori

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. Quattro indagati, un’evasione fiscale da 2 milioni di euro e venti perquisizioni in tutta Italia in sedi di società, studi di commercialisti e abitazioni private per ingenti quantità di alcol che sarebbe stato immesso illegalmente in Italia.

È il risultato di un’indagine condotta dal comando della Guardia di finanza di Grosseto in collaborazione con l’Agenzia delle dogane, nel settore della movimentazione di prodotti alcolici.

Coordinate dal sostituto procuratore Arianna Ciavattini, le fiamme gialle sono partite dai controlli sui viaggi che un tir, che arrivava dal nord Europa, avrebbe dovuto fare alla volta di Grosseto, per scaricare ingenti quantitativi di alcolici in città: bottiglie che poi sarebbero state rivendute a locali e ristoranti in tutta Italia.

Dalle indagini effettuate dagli uomini al comando del colonnello Antonio Del Gaizo e che riguarderebbero un quantitativo di alcol pari a circa sette milioni di litri importati in Italia sarebbe emerso un mancato pagamento delle accise superiore ai 2 milioni di euro.

L’alcol proveniente dall’estero, acquistato dalla società, sarebbe dovuto arrivare nel capannone della zona industriale di Grosseto e da lì poteva essere venduto nel resto d’Italia, versando allo Stato il corrispettivo delle accise dovute proprio a seguito dell’importazione dall’estero.

Secondo la Procura, invece, l’amministratore della società originario del Casertano e i suoi tre soci grossetani non avrebbero poi rivenduto gli alcolici, pagando così quanto dovuto allo Stato per le accise ma quelle bottiglie sarebbero finite sul mercato nero. In questo modo la società avrebbe goduto dei rimborsi delle tasse che vengono erogati dallo Stato, senza però spendere un euro.

Sono Grosseto e Arezzo le città dove la finanza ha concentrato la propria attenzione, allargando poi le indagini su Udine, Bolzano, Novara, Genova, Ancona, Viterbo, Napoli, Avellino, Caserta e Palermo. Quaranta in tutto i militari e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane di Napoli e Livorno impegnati nelle indagini.

La finanza ha scoperto che grandi quantità di prodotti alcolici venivano dichiarati come acquistati dal deposito fiscale di Grosseto e risultavano movimentati tra Stati Uniti e Unione Europea e in Paesi extra Ue, ma in realtà venivano immesse in Italia illegalmente.

Ieri mattina sono scattate le perquisizioni nel capannone di Grosseto, dove ha sede la società, e in tutto il resto d’Italia.

Ai quattro indagati è stata contestata un’evasione fiscale per quanto riguarda l’Iva e le accise sull’alcol pari a 2 milioni di euro ma la cifra potrebbe anche aumentare: per loro l’accusa è di frode fiscale in concorso. Perquisizioni anche in tre studi di commercialisti grossetani, non indagati, dove sarebbero stati tenuti i libri contabili dei tre imprenditori coinvolti che vivono in città.—





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