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Pronto il “Piano Lupo” Forti limitazioni in arrivo per la caccia al cinghiale

G.B.

Monaci: «Come si fa a pensare che le braccate possano disturbare una specie?» Marras sicuro: «A Torniella faranno la rivoluzione» 

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GROSSETO. È stato depositato il cosiddetto “Piano Lupo” – recentemente elaborato dal Ministero dell’Ambiente – in sede di Conferenza Stato-Regioni. Contiene una serie di novità che non faranno affatto piacere a chi è appassionato di caccia al cinghiale, movimento che in Maremma muove un volume di affari da 4 milioni di euro all’anno e coinvolge migliaia di persone.

Nel piano lupo sono previste infatti forti limitazioni alla caccia al cinghiale in braccata. E alla soddisfazione espressa a caldo dagli animalisti e da alcuni esponenti delle associazioni ambientaliste, fa da contraltare la delusione e la rabbia dei cacciatori, che esprimono netta contrarietà e profonda insoddisfazione sul provvedimento: «Sono davvero basito – commenta Luciano Monaci (Federcaccia) – a Roma proprio non hanno capito di cosa stiamo parlando. Si continua a seguire una strada sbagliata e non si considera affatto il disagio e le forti criticità che si stanno moltiplicando nei territori per la convivenza tra lupo, allevamenti e altre attività umane. Come si fa anche solo a pensare che le braccate, fondamentali per ridurre il numero di cinghiali, siano di disturbo a una specie, il lupo, in progressivo aumento ovunque…».

Anche secondo il consigliere regionale Leonardo Marras, da sempre vicino al mondo venatorio, «il Ministero continua a proseguire su una linea conservativa per la specie lupo, quasi la parola gestione sia una bestemmia. Ora la parola passa a noi, a Firenze, dove abbiamo idee molto diverse rispetto a quanto scritto nel Piano Lupo. Faccio presente inoltre la forte contrapposizione registrata all’interno della maggioranza del governo giallo-verde, dove le posizioni della Lega, pare di capire, sono state tacitate». Marras, che proviene da un territorio come Roccastrada, ad alta densità di cacciatori, va giù duro: «Io credo che adesso i cacciatori che ce l’hanno con la Legge Obiettivo e magari hanno votato Lega e 5 stelle, dovrebbero mangiarsi i gomiti. Penso a tutti quei territori confinanti con il parco della Maremma, il parco di Montioni, la Laguna e le 14 riserve naturali. Ecco, qui pare non si potrà più cacciare in braccata. A Torniella, secondo me, fanno la rivoluzione…».

Roma, purtroppo, è lontana da Torniella. Nella capitale si è svolto di recente un convegno promosso da Ispra dove l’approccio grillino alla questione lupo ha avuto la meglio rispetto a quella parte del mondo scientifico e istituzionale che, sulla scorta dei dati e delle esperienze maturate anche in altri paesi europei, ponevano l’esigenza di un cambio di passo, introducendo la possibilità di attivare azioni per garantire le attività di gestione e di controllo della specie. —

G.B.

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