La protesta
Un hotel di lusso all’ex fabbrica Cirio. I vicini al Tar: «Dubbi sull’altezza»
Porto Ercole, norme non chiare: la nuova struttura potrebbe superare quella attuale di oltre 9 metri. Il sindaco: «Vigileremo»
PORTO ERCOLE. Un hotel a 5 stelle da 66 camere, dotato di tutti i comfort (palestra, spa, sala benessere, ristorante di livello, terrazzamenti, giardini pensili), con parcheggio interno supermoderno ed esterno nuovo di zecca. È pronto a realizzarlo a Porto Ercole un imprenditore svedese e dovrebbe chiamarsi “Fabriqa”, omaggio alla sua originaria funzione di stabilimento della Cirio. Dovrebbe. Il condizionale è d’obbligo perché mancano ancora tanti passaggi burocratici: il privato deve presentare il piano attuativo; il piano sarà portato in consiglio comunale, se approvato sarà esposto per eventuali osservazioni, poi riapprovato definitivamente dal consiglio e solo allora, pagati gli oneri di urbanizzazione, potranno iniziare i lavori. L’amministrazione comunale (quella precedente e l’attuale) è favorevole al progetto, ma è difficile calcolare i tempi di apertura di un ipotetico cantiere. Anche perché ora si profila un problema in più.
Il condominio “La Flotta”, che si trova dietro l’ex stabilimento di produzione del pesce azzurro in scatola – chiuso sin dal lontano 1984 – sulla questione ha infatti presentato ricorso al Tar contro la variante elaborata nei mesi scorsi dal Comune: secondo i condòmini la variante lascerebbe dubbi di interpretazione sull’altezza che avrà l’albergo una volta effettuata la rivalutazione. E il ricorso è un’azione “preventiva”, per garantire che l’hotel di lusso non superi l’attuale metratura, “impallando” la vista a chi possiede un’abitazione nel condominio retrostante.
«Il ricorso è contro la variante adottata dalla precedente amministrazione», precisa il sindaco Franco Borghini. «C’era infatti una dubbia interpretazione sull’obbligo del mantenimento delle altezze attuali, che rimandava il problema alla realizzazione del piano attuativo. Cosa che la variante stessa non chiarisce in maniera esplicita, essendo presenti delle parti, secondo quanto espresso dai condomini, “contraddittorie”: in una parte sarebbe specificato che l’altezza sarà la stessa, mentre in un’altra che supererà quella attuale di 9 metri e 40. Il ricorso al Tar è stato fatto in maniera preventiva, per assicurarsi che la metratura non aumenti una volta ultimato l’hotel. Noi ovviamente vigileremo quando sarà presentato il progetto attuativo, mentre sappiamo che la proprietà svedese e il condominio si incontreranno in maniera cordiale per parlare della faccenda. Siamo sicuri che, in ogni caso, la cosa non causerà lungaggini ulteriori al progetto».
È invece preoccupato il coordinamento delle associazioni di Porto Ercole, che si è riunito nei giorni scorsi. «Tutti gli associati – spiega il coordinamento – convengono sul fatto che l’albergo lì previsto sia, per l’occupazione e l’indotto che è in grado di generare, di utilità estrema per il nostro paese e per il territorio circostante. Abbiamo consapevolezza della buona predisposizione al progetto da parte dell’amministrazione comunale, passata e presente, dimostrata da atti concreti portati avanti con impegno e celerità. Non vorremmo che la volontà e la pazienza dell’imprenditore svedese fossero vanificate dalle solite lungaggini burocratiche tipiche dell’Italia. Riteniamo di non poterci più permettere di veder sfumare nuovi investimenti nel nostro paese, che ormai soffre molto a livello di occupazione e sviluppo. L’auspicio di tutti noi è che l’amministrazione continui a fare tutto ciò che occorre e che fra le parti interessate possa essere intrapreso un confronto sereno e ragionevole. Che non ci siano altri indugi: si tenga conto dell’importante ricaduta socio-economica che questo albergo avrà per il territorio e soprattutto si tenga conto della volontà di un intero paese affinché tutto ciò venga realizzato al più presto». —
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