Sicurezza
«Case, domanda in calo: a che pro costruirne altre?»
Conti (Pd) controreplica a Rossi dopo che l’Agenzia delle Entrate indica -4,8% di compravendite «Non si incassa nessuna Imu se gli immobili non si vendono»
grosseto. La “guerra” sulle cifre tra l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi e il segretario del circolo Pd di Gorarella Giuseppe Conti, sulla variante Casalone si arricchisce di un nuovo dato: il calo del 4,8% in un anno delle vendite di appartamenti in città, registrato dall’Agenzia delle Entrate e pubblicato ieri dal Tirreno.
Il dato non è sfuggito a Conti. Che, davanti all’assicurazione di Rossi che i nuovi appartamenti porteranno introiti al Comune grazie a oneri urbanistici e contributi concessori, fa una domanda semplice: se le case si vendono meno, come può l’amministrazione contare di incassare più Imu?
Rossi nei giorni scorsi ha assicurato che la variante, dando il via libera a costruire 200 appartamenti in 15 ettari di terreni oggi coltivati, frutterà al Comune 3,7 milioni di euro in oneri di urbanizzazione e contributi concessori. Per Conti la cifra esatta è di 1,1 milioni, con molte spese successive per la manutenzione richiesta da nuovi terreni che il Comune acquisirebbe.
Alla luce del nuovo dato dell’Agenzia delle Entrate sulle compravendite di immobili in città, Conti esorta a una ulteriore riflessione.
«Se la matematica non è una opinione – dice il segretario del Pd – alla fine i conti devono tornare e l’unico modo per dare concretezza alle cifre esposte a supporto delle proprie argomentazioni, è quello di leggere oggettivamente la situazione del mercato immobiliare della città. Un assessore all’urbanistica anche se in evidente difficoltà nel giustificare un intervento edilizio a dir poco inopportuno, queste cose dovrebbe saperle».
Rossi ha parlato di 140mila giornate di lavoro. Conti ribatte: «Gli incrementi occupazionali di cui parla l’assessore sono validi per qualsiasi intervento edilizio, compreso il recupero delle aree degradate interne alla città». Allora, chiede Conti, in base a quale criterio si è scelto di promuovere quella variante? E quante istanze di variante sono pervenute al Comune che avrebbero potuto dare gli stessi benefici effetti?
«Tenga presente, assessore Rossi – dice Conti rivolgendosi direttamente al titolare dell’urbanistica – che le stesse ricadute occupazionali di cui parla, sarebbero state ottenute con dieci piccoli interventi di rigenerazione di quartieri cittadini, che avrebbero dato ossigeno a tante piccole imprese artigiane, che adesso si vedono tagliate fuori da un mero intervento speculativo di quelle dimensioni. Quindi quali sono i motivi per i quali quella variante riveste interesse pubblico e le altre no?».
Per Conti non certo attraverso maggiori entrate dell’Imu, le quali «si verificano – sottolinea – soltanto se esiste un mercato immobiliare capace di assorbire una quantità ingente di ulteriori appartamenti, altrimenti basterebbe fare altre duemila abitazioni e i problemi di Grosseto sarebbero risolti. È notizia di oggi, e mai intervento fu più profetico, che il valore delle case a Grosseto è calato del 5%. Evidente quindi la sovraofferta degli immobili e l’assenza di una domanda immobiliare. E questo sì che riguarda l’interesse pubblico, caro assessore Rossi, perché in questo caso i cittadini, a fronte di questo intervento di pura edilizia speculativa, vedranno ancora di più svalutare i loro valori immobiliari, ovvero i valori delle abitazioni di tutti noi». Le cifre snocciolate da Rossi? Sono «fatte di ipotetici quanto irreali milioni di euro di benefici per i cittadini – dice Conti – ma i conti che le ho fatto io non sono opinioni, sono dati oggettivi, conteggi riscontrabili e desunti da precise tabelle comunali e riferimenti normativi. La propaganda, assessore Rossi, la lasci al suo sindaco. Noi cerchiamo di volare più alto e guardiamo la vera realtà grossetana, perché come ci hanno insegnato a scuola, la matematica non fa sconti a nessuno e dice sempre la verità». —
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