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Pecore sbranate a Monte Labro Rabbia del pastore

F.B.
Pecore sbranate a Monte Labro Rabbia del pastore

È successo venerdì al pascolo Due capi fatti a pezzi  e tre scomparsi nel nulla L’allevatore Franceschelli «I cani non sono serviti» 

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monte labro. Due pecore fatte a pezzi e tre agnelle di tre o quattro mesi scomparse. Questo il bilancio di un pomeriggio di sangue nel gregge di Giacomo Franceschelli che ha un’azienda e anche l’abitazione alle vene di Monte Labro. Uno scempio accaduto venerdì, che si ripete da tempo e che stavolta è stato notevole. Nonostante la presenza di sei sette cani maremmani da guardiania, i predatori hanno attaccato e fatto il solito disastro. «Erano al pascolo attorno al podere – dice Franceschelli – ma la sera al ritorno del gregge, mancavano cinque capi. Due pecore adulte e tre agnelle già grandi che avevo deciso di tenere per rinnovare il gregge. Una, anzi i resti di una, li ho trovati in nottata, e l’altra l’ho rintracciata la mattina. I veterinari una me l’hanno valutata predata, ma l’altra no, perché gli ematomi non si vedevano. Lo credo: era spolpata».

Comunque un disastro. «I cani non sono serviti stavolta – prosegue l’allevatore –. E anche loro sono una spesa per mantenerli, curarli se necessario, microchipparli. Naturalmente tutto a nostre spese. Dei milioni che arrivano per l’agricoltura e l’allevamento, il 90% se ne vanno per studiare, monitorare, contare, sviscerare le modalità di spostamento dei predatori. A noi arrivano le briciole di quei soldi».

E poi Franceschelli torna sul Piano lupo. «Bella storia – dice – mentre tutte le altre nazioni si preoccupano del contenimento dei predatori, utilizzando la deroga che la direttiva habitat consente, noi in Italia no. Ma il ministro Costa non aveva promesso garanzie a noi allevatori? E la Lega non era venuta a dirci che ci avrebbe tutelato affrontando il problema? Ci hanno propinato addosso un piano che paga pegno agli animalisti e noi come sempre ci hanno lasciato nel cantuccio. E si continua a perdere capi di bestiame, a dannarci con i soldi che mancano, senza che nessuno muova un dito». — F.B.

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