Sicurezza
Maestrini: «Basta al declino, ripartiamo dal capoluogo»
SCARLINO. Non è stata una scelta casuale, quella di Roberto Maestrini, candidato sindaco della lista PensiAmo Scarlino, di aprire la propria sede elettorale nel centro del paese capoluogo e, soprattutto, in un fondo che fino a poco fa ospitava l’edicola dei giornali che non c’è più.
C’è un declino che Scarlino sta vivendo, come tanti paesi della provincia di Grosseto dove la chiusura di un venditore di giornali è solo l’ennesima perdita di un servizio, di un’attività, dovuta al progressivo spopolamento. «Partiamo da qui, nel centro storico del paese, a un passo da piazza Garibaldi, e partiamo da questo fondo – dice Maestrini – anche per simboleggiare uno dei punti cardine del nostro programma che sarà quello di far ripartire il capoluogo, sia con attività commerciali sia attraverso il ritorno delle persone che possano venire a vivere un paese che si sta spopolando sempre più».
Maestrini ha 38 anni, lavora per un’agenzia formativa che organizza programmi Erasmus e la lista con cui è candidato è «nata – spiega – come una lista civica pura, partita da persone che si sono incontrate da circa due anni, portando a galla problemi; persone provenienti da molte realtà differenti, dall’associazionismo, dalla società – dice ancora – una cosa nata veramente dal basso».
L’origine è il Pensatoio, voluto dall’ex sindaco Maurizio Bizzarri, che è presente all’inaugurazione. Ma la lista non si colloca in un’area politica definita. «Ci sono persone – dice Maestrini – che hanno già fatto politica in passato, ma la maggior parte delle persone viene dalla società ed è partita proprio dal rilevare problemi che sono comuni e che derivano dagli ultimi anni di amministrazione». C’è la voglia di essere un’alternativa rispetto all’amministrazione uscente, ma anche rispetto al Pd in generale.
«Vogliamo recuperare il tessuto sociale che un po’ si è andato perdendo – dice Roberto Maestrini – la gente si è sentita distante dall’amministrazione attuale, vorremmo riavvicinarla a partire dalle piccole cose, come il decoro urbano, piccoli interventi per cercare di riavvicinare la gente, farla sentire parte integrate e farla collaborare con noi sempre più». —
E. P.
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