La protesta
La galera? Extraurbana, come insegnano gli americani
Non è, per la verità, nemmeno la prima volta che si dice. Nel corso degli anni, anzi, se non si erra, è stato detto altre due volte.
In varie occasioni si è parlato, infatti, della chiusura della locale Casa Circondariale. Sita in via Saffi. Casa saffica. Dal nome della via la frase tipica delle madri locali.
Ai bimbi generici le madri dicono infatti: «Guarda che chiamo il Bobo Nero». Finché almeno si potrà dire, a causa del politicamente corretto. Ai bimbi locali, invece: «Guarda che ti porto in Via Saffi».
Ma questa volta pare che non si tratti di una chiacchiera qualunque. Vogliono chiudere davvero. Brusio nella cittadinanza. Chiudere il carcere? Che vuol dire? Che i malfattori operanti nel territorio bisogna tenerseli a casa? Ospitarli a turno?
Che non sia una voce lo dimostrerebbe anche una manifestazione indetta, pare, dal personale della Casa per metà aprile. Contro la chiusura.
Anche se le fonti ufficiali, in realtà, non parlano di serrare. Solo di spostare il carcere fuori dalla città.
Negli ultimi anni, infatti, la tendenza è di fare galere in loco extraurbano. Per evitare soprattutto che l’evaso vada a prendere il caffè nel bar più vicino. Oppure a mangiare la pizza al locale all’angolo. Dove la fanno buona. No, per carità.
La ricerca criminologica più avanzata è chiarissima. Ricerca ispirata, d’altronde, ai grandi indirizzi scientifici statunitensi. Dove non c’è margine per il dubbio, il sentimentalismo.
Le pene, negli avanzati studi criminologici statunitensi, variano dal lavoro duro allo spaccamento di pietre alla frittura su sedia elettrica. Il carcerato evasore – secondo quei vasti indirizzi scientifici – deve trovarsi nel deserto. Nel nulla.
Nemmeno l’ombra dev’esserci. Impossibile incontrare, per il galeotto, perfino una gatta morta. Deve desiderare di ritornare in gattabuia.
Può, si chiede la ricerca, il galeotto vivere in centro storico? È una reclusione, mica una villeggiatura.
Il luogo più adatto è dunque il deserto dei Tartari. La Cayenna. Il castello d’If. L’Isola del Diavolo.
Ma chiudere la gattabuia è una gatta da pelare. Che fine farà il palazzo saffico? Diventerà un grande albergo, dicono. Un Ostello della Gioventù, per altri. Senza gioventù, però. Un luogo di visite? In fondo è un palazzo storico. Del 1884. L’anno in cui a Londra nasce la Società Fabiana e l’Oxford English Dictionary. L’anno della Conferenza di Berlino. L’anno in cui, a Pancalieri, nasce le Congregazione delle Povere Figlie di San Gaetano. Nel nostro fondo di Toscana la gattabuia. Guarda un po’. —
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