Attenzione
«Donatori si è per passione non certo per un caffè»
castel del piano. «Donatori si diventa grazie alla passione per la vita e alla solidarietà e non certo per un cappuccino e una brioche».
Il presidente della sezione Avis di Castel del Piano Mauro Ravagni vuole mettere i puntini sulle “i” rispetto all’articolo uscito sul Tirreno lo scorso 2 aprile in cui si dava notizia della carenza di donatori e del rinnovato ristoro dopo la donazione, ovvero la possibilità per chi dona il sangue di avere pagata la colazione (due pezzi dolci più un cappuccino o un caffè oppure un pezzo salato e una bibita).
Il titolo dell’articolo, “Sangue, donatori in calo. Avis li “acchiappa” con caffè e brioche”, non è piaciuto ad alcuni donatori che se ne sono lamentati con Ravagni.
«Per riuscire a far diventare donatore una persona – dice oggi il presidente Ravagni – ci vuole un lavoro costante che noi dell’Avis e Fratres abbiamo messo in campo con 30 anni di esperienza. Bisogna diffondere la cultura della donazione con pazienza e determinazione e non basta certo una colazione per convincere i donatori a essere tali. Ma è vero che il ristoro post donazione è il risultato di tante lotte con l’azienda sanitaria e abbiamo ottenuto ciò che spetta ad ogni donatore dopo la donazione. È vero che è stata una conquista anche questa piccola cosa, ma è altrettanto vero che far dipendere la donazione a una colazione è sminuire il senso di un gesto che spesso vale una vita». — F.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google