Il Tirreno

Grosseto

decreto crescita 

Tasse e multe da rottamare, il Comune ci pensa

G. B.

Il Governo permette i condoni ma lascia decidere alle amministrazioni. Cerboni: «Sessanta giorni per capire pro e contro»

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GROSSETO. In futuro le multe automobilistiche ma anche le cartelle non pagate di Imu, Irap, Tasi potranno essere condonate. Lo stabilisce il Decreto Crescita approvato dal Consiglio dei Ministri.

La misura – contenuta in un articolo titolato “Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali” – interessa i provvedimenti di ingiunzione o ruoli, notificati negli anni dal 2000 al 2017 e consente di pagare l’importo dovuto senza sanzioni e interessi.

I principali Comuni della provincia di Grosseto valuteranno nei prossimi giorni la portata del provvedimento, che era stato anticipato dal Governo nel gennaio scorso.

In due parole si tratta di un nuovo condono per le multe, dopo quello varato nell’ultima manovra economica con la cosiddetta “pace fiscale”. A decidere se aderirvi saranno i Comuni, valutando pro e contro.

«Ho dato solo un’occhiata al Decreto Crescita – spiega Giacomo Cerboni, assessore al bilancio del Comune di Grosseto – e mi pare che abbiamo 60 giorni di tempo per decidere. Ci metteremo la testa già nei prossimi giorni. Trovo positivo, comunque, il fatto che siano i singoli enti locali a decidere se condonare o meno parte di quanto dovuto dei provvedimenti di ingiunzione o ruoli già notificati. La norma, infatti, introduce la possibilità di disporre la definizione agevolata delle entrate, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale, stabilendo l’esclusione delle sanzioni. A dire il vero - prosegue il delegato comunale al bilancio - non è tutto così automatico come potrebbe sembrare, ma faremo delle accurate valutazioni».

Cerboni spiega anche quali sono le complicazioni di una eventuale rottamazione delle cartelle.

«Cerco di parlare semplice: abbiamo iscritto a bilancio alcune quote degli interessi maturati su multe e cartelle non pagate e se decidessimo di abbonarli si creerebbe uno squilibrio di bilancio, un buco. E questo, se non ci sono specifiche deroghe, non va bene. Credo tuttavia che possano esserci casi, situazioni, che ci avvantaggiano e in quel caso verremmo incontro al cittadino inadempiente».

Per le associazioni dei consumatori si tratta di un’opportunità da cogliere, laddove i Comuni aderissero alla pace fiscale. —

G. B.

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