Il Tirreno

Grosseto

montelaterone 

Piano lupo La rabbia di un pastore «È inutile»

F.B.

2 MINUTI DI LETTURA





montelaterone. Piano lupo della discordia. Mentre il Wwf plaude al piano lupo senza prelievi del 5% dei predatori in eccesso, che il ministro Sergio Costa porta all’approvazione della Conferenza Stato Regioni, i pastori non ci stanno. Modesto Cassani, di Montelaterone, che in tre giorni ha visto decimato il suo gregge di 16 capi, fra pecore e agnellini, e che ha chiuso l’azienda, non si dà pace.

«Il Wwf – dice – è solo dalla parte del lupo? E le pecore allora? Strano questo tipo di animalismo. A senso unico. Io che amavo questi miei animali come figli ho avuto uno choc e sto ancora passando notti insonni. Vorrei che venissero a vedere, questi che si dichiarano animalisti, lo spettacolo di pena che ci si trova davanti quando un lupo ha sbranato una pecora. Che muore dopo sofferenze lunghissime e atroci. Molte ti muoiono sotto gli occhi e intere famiglie di pastori sanno cosa vuol dire. Che magari hanno anche figli piccoli. Uno spettacolo allucinante. E nonostante tutto si parla sempre di salvaguardare il lupo, il più pericoloso dei predatori».

Un principio che farà chiudere bottega a tanti «e manderà in estinzione le pecore», dice il pastore.

Nonstante ciò «il ministro – dice – vara un piano che non servirà a niente. Gli esperti dicono che il lupo è protetto perché in via di estinzione. Niente di più falso: si è riprodotto in modo da inquinare pascoli e non solo pascoli, come hanno fatto i cinghiali, caprioli e daini. Nel silenzio più assordante di chi se ne doveva preoccupare. In Amiata dal 1930 al 1970 erano presenti solo pochi esemplari, prontamente eliminati perché nocivi ai greggi. Sul nostro territorio si sono presentati lupi ogni 5 anni, mai in coppia e tutti dell’Abruzzo. Oggi siamo pieni. Altro che estinzione».

Il rinforzo della guardia, per Cassani, è inutile. «Di cani – dice – ne servirebbero almeno 10 per un gregge normale. Ma anche loro sono stati uccisi a volte. Naturalmente gli ambientalisti hanno fatto silenzio. Dei cani si lamentano tante persone perché impediscono la libera circolazione. In buona sostanza, la situazione è la seguente: lupi che prolificano e girano indisturbati e pecore dentro fra cani, reti e sorveglianza. La chiamano convivenza pecore lupo. Una cosa innaturale che non si sa a chi sia venuta in mente, ma che è carcere a vita per greggi e pastori. Oltretutto misure antieconomiche per l’allevatore. Risultato del piano lupo? Affonderà definitivamente la pastorizia con tutte le conseguenze ambientali che gli ambientalisti non valutano». — F.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa