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Pd contro la variante «I conti non tornano Per il Comune nessun guadagno»

Pd contro la variante «I conti non tornano Per il Comune nessun guadagno»

Per il segretario del circolo Gorarella oneri fermi a 1,1 milioni e future, pesanti spese per la manutenzione di nuove aree 

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grosseto. Non solo il Comune guadagnerebbe oneri di urbanizzazione per una cifra di gran lunga inferiore a quella annunciata dall’assessore Fabrizio Rossi, ma alla lunga i costi che la comunità dovrebbe sostenere per la manutenzione di nuove aree verdi – che si prevede siano acquisite dal Comune – sarebbero così alti da finire per mandare l’operazione in rosso.

Il segretario del circolo Pd di Gorarella, Giuseppe Conti, fa i conti della variante del Casalone, contestato provvedimento che la giunta Vivarelli Colonna ha deliberato e vuole far approvare dal consiglio comunale e che porterà a costruire circa 200 nuovi appartamenti.

«Verrebbe da dire che i Conti sono in Rosso o meglio Rossi – dice Conti – perché i non tornano nelle dichiarazioni dell’assessore Rossi in merito ai presunti benefici per la collettività grossetana, grazie alla immissione nel mercato immobiliare cittadino, già saturo e tutt’altro che in salute, di 200 unità abitative al Casalone».

Per Rossi il Comune incasserà 3 milioni di euro. Per Conti ci si fermerà a poco più di un milione di euro. «Circa 300mila euro di urbanizzazione primaria – dice il segretario – serviranno per realizzare le opere necessarie alla lottizzazione privata e quindi impiegati in quella specifica area. Una parte, circa 900mila euro di urbanizzazione secondaria, saranno utilizzati per l’adeguamento del sottopasso. Considerando gli sgravi previsti per l’edilizia sostenibile, al Comune rimarrà solamente la quota “fiscale” degli oneri concessori: il contributo sul costo di costruzione e il contributo di sostenibilità, per un totale di circa 1,1 milioni di euro».

E forse neanche quelli. «Quello che l’assessore non dice – prosegue Conti – è che al Comune a fronte di questo intervento, verranno ceduti quasi 7 ettari di aree verdi, oltre strade, fogne e illuminazione pubblica, i cui costi per la manutenzione saranno completamente carico della pubblica amministrazione. Costi che eroderanno in poco tempo la somma introitata, mentre graveranno per il resto della loro vita sui bilanci comunali». In una città che non brilla per manutenzione, dice Conti, sobbarcarsi di nuove incombenze è l’ultima delle necessità.

«Nessuna operazione per fare cassa quindi – mette in guardia – ma una seria ipoteca per il futuro delle strutture e infrastrutture della nostra città».

Al contrario sarà una «operazione sicuramente vantaggiosa per il proprietario delle aree – prosegue Conti – che, senza alcun investimento, vedrà passare il valore di queste da 161mila euro ante variante urbanistica, a quasi 9 milioni di euro di plusvalenza in caso di approvazione. Se il privato guadagna 9 volte più dell’amministrazione, dov’è l’interesse pubblico della variante?».

Conti propone un’altra via. «Invece di costruire in aree periferiche – dice – in assoluta controtendenza rispetto ai principi di una urbanistica moderna adottata ormai da anni dalle maggiori capitali europee e non solo, perché non dare priorità al recupero delle aree degradate poste all’interno della città, ubicate in un territorio già urbanizzato? Questo consentirebbe di impiegare tutte le risorse introitate nel miglioramento delle infrastrutture esistenti, rendendo così un servizio pubblico a tutta la collettività e non solo ai privati che propongono gli interventi e procedere a riqualificare l’immagine della città consolidata, magari con architetture di pregio». Basta quartieri dormitorio, basta con gli errori fatti negli anni ’70 e ’80. «Assessore Rossi – si appella Conti – dimostri di avere una visione moderna dell’urbanistica, che mette al centro il cittadino e la risoluzione dei problemi urbani reali, che ad ampliare la città e consumare suolo prezioso, c’è sempre tempo. In una casa se piove dal tetto, non penso ad ampliarla: rifaccio l’impermeabilizzazione». —



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