Sicurezza
Fiori di ciliegio coperti di neve: aprile pazzo
Calo drastico delle temperature e l’Amiata e le Colline Metallifere si risvegliano sotto una abbondante coltre bianca
GROSSETO. Pochi giorni fa tutti a crogiolarsi al primo sole sulle spiagge maremmane. Ieri un risveglio glaciale. Il maltempo ha portato freddo e un’insolita quanto abbondante nevicata sull’Amiata e sulle Colline Metallifere. Spruzzata di bianco Montieri e coperta da una bianca coltre l’Amiata. E così la primavera della montagna amiatina si veste di un candido mantello.
Se non fosse per la fioritura già avanzata di siepi e di alberi da frutto, sull’Amiata la mattina di ieri, venerdì 5 aprile, sarebbe sembrato Natale, con tanto di abeti imbiancati e prati inondati da una decina e più di centimetri di neve.
Tutta la montagna è stata ricoperta da una candida coltre, a partire dalla fascia dei castagneti e su su fino alla Madonna di Camicione e ai prati della Contessa e delle Macinaie dove la copertura nevosa si faceva sempre più spessa, mentre in Vetta lo spessore sembrava quello delle nevicate di pieno inverno.
La neve ha ricoperto a partire dagli 800 – 900 metri anche i poggi di Monte Labro e l’Aquilaia e i prati del parco faunistico e la collina di Merigar, posandosi sulle siepi di biancospino e i ciliegi in fiore.
Le temperature, però, di alcuni gradi sopra lo zero, hanno fatto sì che la coltre, destinata a sciogliersi rapidamente, resistesse solo in parte e anche nelle strade che collegano fra loro i paesi dell’anello amiatino, la neve non è riuscita a fare presa, senza diventare, dunque, pericolo per i mezzi e i veicoli in circolazione.
Sono tuttavia obbligatori, ancora fino al 15 aprile, pneumatici da neve e catene a bordo.
Non è insolito che la “bianca signora” faccia capolino ad aprile. Di eccezionale, questa volta, è la quantità di neve caduta, e a quote abbastanza basse.
Del resto al meteo pazzo in Amiata ci si è abituati. L’anno scorso, i primi di marzo, nel giro di trentasei, quarantottore il termometro passò da meno zero a +17 gradi. Stavolta ha fatto il percorso inverso. —
Fiora Bonelli
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