Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Commissione non convocata «Il presidente è obbligato a farlo»

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grosseto. La convocazione della IV commissione (urbanistica) non è una «concessione» del presidente ma è un obbligo. I consiglieri comunali Carlo De Martis (Lista Mascagni), Lorenzo Mascagni (Pd), Marilena Del Santo (Lista Mascagni) e Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo e Catuscia Scoccati (Pd) replicano al presidente della commissione Andrea Pieroni e tornano a sollecitarlo a fissare una data.

L’amministrazione si appresta infatti ad approvare varianti urbanistiche che porteranno importanti cambiamenti in città: 200 appartamenti al Casalone e un nuovo supermercato con distributore sulla Scansanese.

Il consiglio comunale dovrebbe tenersi il 15 aprile e in questi giorni sono state fissate altre commissioni. Non, però, quella sull’urbanistica.

Per Pieroni, infatti, le varianti «non sono argomenti urgenti e improcastinabili», come ha dichiarato ieri, e quindi non c’è bisogno di discuterne in commissione.

Di opposto avviso il centrosinistra che reputa queste scelte sbagliate nel merito («come stigmatizzato in questi giorni anche da numerose rappresentanze di categorie economiche e produttive») e nel metodo («senza alcuna pianificazione» né «concertazione con la cittadinanza nelle sue varie articolazioni»).

Perciò Pd e Lista Mascagni hanno presentato richiesta formale di convocazione della commissione, le cui sedute sono aperte al pubblico per garantire la massima trasparenza. Lo stesso ha fatto CasaPound con il suo consigliere Gino Tornusciolo.

«Ebbene – dicono Pd e Lista Mascagni – apprendiamo dalla stampa che Andrea Pieroni, consigliere della Lista del sindaco e presidente della commissione, non intende dare seguito alla nostra richiesta ritenendola, bontà sua, superflua. Forse al presidente Pieroni sfugge che la convocazione della commissione, richiesta dai sottoscritti consiglieri ai sensi dell’articolo 17, comma 5 del Regolamento del consiglio, non è rimessa alla sua gentile concessione, ma è un suo preciso obbligo, da assolvere nel termine di 20 giorni. Forse al presidente Pieroni sfugge anche una piena comprensione del ruolo, prima ancora che di presidente di commissione, di componente del consiglio comunale, dove siamo chiamati, tutti noi consiglieri, a rappresentare la nostra comunità con responsabilità e, soprattutto, autonomia».

L’allusione è a «episodi» in la maggioranza ha «svilito il ruolo del consiglio trasformandosi in meri esecutori della volontà del sindaco e dei suoi assessori, il cui operato abbiamo il diritto, e prima ancora il dovere, di controllare». Relegando le affermazioni di Pieroni a «un fortuito inciampo dettato dalla sua inesperienza», l’opposizione attende la convocazione. —



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