Sicurezza
Pd-Psi, l’alleanza finisce in... «menzogne»
Follonica: cinque anni fa l’accordo, oggi la presa di distanza la stessa accusa: «Bugiardi». Eppure una trattativa c’è stata
L’aspetto più curioso nella diatriba tra il sindaco di Follonica candidato al bis con il Pd Andrea Benini e il Partito socialista sta nel fatto che entrambe le parti hanno usato la stessa identica espressione nelle dichiarazioni: «Mente sapendo di mentire». Menzogne che troverebbero rifugio in questa fase di trattativa, in realtà precipitata ancor prima di decollare.
Cinque anni fa l’alleanza tra Psi e Pd fu sigillata a Grosseto tra le segreterie provinciali, allora guidate rispettivamente da Francesco Giorgi e dalla follonichese Barbara Pinzuti. Benini ne ha fatto riferimento anche nella replica al Psi dopo le dimissioni da assessore di Alberto Aloisi.
«La logica degli accordi tra segreterie di partito, come quello già fatto cinque anni fa, tanto cara ai socialisti, non mi appartiene e non ne ho mai fatto mistero – ha detto il sindaco uscente – E se cinque anni fa è stata fatta una cosa di questo tipo, oggi non l’ho voluta ripetere».
Cos’è cambiato da allora? È cambiato il vento politico nel Paese, che ha portato Benini ad allontanarsi un passo alla volta dal Pd, scegliendo di correre per il bis da indipendente alla guida di una civica, in cui comunque rientrano i dem. Ma sono cambiate anche i legami che hanno tenuto in piedi la maggioranza follonichese negli ultimi cinque anni, con le anime più refrattarie al Pd che hanno optato per una vera rottura.
C’è chi lo ha fatto prima, come il consigliere Francesco Aquino (uno dei fondatori del Pd follonichese), e chi dopo, come il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca. Sono questi due i nomi che nelle ultime settimane suonano la carica contro l’amministrazione, spaziando dall’acquisto del fondo della farmacia comunale all’aumento delle tariffe Tari.
Sono loro i nomi su cui fanno perno il Psi e i Verdi, pronti a correre con una lista autonoma. Una forza politica che potenzialmente avrebbe avuto delle carte da giocare in caso di ballottaggio, ma che adesso, visti i toni raggiunti, difficilmente vedremo di nuovo al fianco di Benini.
Eppure una trattativa c’è stata, scandita, stando a quanto raccontano i socialisti, in tre incontri: nel primo era stata trovata una quadra per inserire il Psi tra le liste a sostegno di Benini, nel secondo è stato poi rimesso tutto in discussione mentre il terzo non c’è mai stato. Secondo i socialisti, il sindaco avrebbe voluto il Psi in lista solo «per avere solo i suoi voti per poi fare come gli pare nella formazione della nuova giunta». Incontri che comunque si sono tenuti quando le questioni urbanistiche e tariffarie erano già ben note in maggioranza. Se qualcosa si è rotto, quindi, è stato durante la trattativa. —
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