Proteste
Lega, Fdi e M5s: scompiglio a Roccastrada
L’azzurro Rossi e il grillino Gori prendono le distanze da Brogi, che tuttavia ha dalla sua parte attivisti del Movimento
. Se Atene piange, Sparta non ride. In vista del voto di fine maggio in 16 dei 28 comuni della Maremma, anche il centrodestra, e non solo il Pd, vive momenti di frizione, con discussioni interne alla coalizione e ripercussioni domino su alcuni tavoli. La Lega, per esempio, “isolata” a Roccastrada, dove responsabili dello strappo vengono additati alcuni esponenti locali di Fratelli d’Italia, reagisce sull’Amiata spostandosi sul candidato moderato, anziché su Guendalina Amati, in quota Fdi (articolo a fianco). In entrambi i casi, non vi è dubbio, si avvantaggiano i sindaci uscenti del Pd.
A Roccastrada – dicevamo – è guerra di comunicati, con il centrodestra e il M5s che si dividono, si spacchettano e si rimparentano in due diversi schieramenti elettorali.
Dopo la presentazione di Ulderico Brogi e del simbolo della sua lista Un futuro per tutti, in cui è presente il leader locale della Lega, attivisti del Movimento e tre componenti civiche su quattro dell’attuale opposizione, ieri da Grosseto sono intervenuti nel “laboratorio roccastradino”, i vertici provinciali del M5s e Fabrizio Rossi di Fratelli d’Italia.
Rossi, che a Roccastrada ha come teste di ponte Simonetta Baccetti e Moreno Bellettini, sottolinea come quella di Brogi non sia la lista di centrodestra.
«È vero – spiega – avevamo giudicato interessante l’iniziativa dell’avvocato Brogi, ma non convincente. Nonostante sia persona stimabile, la sua candidatura non è stata inclusiva di tutte le forze del centrodestra. Fratelli d’Italia con i suoi referenti sul territorio, darà quindi il suo appoggio a coloro che dimostrano di poter competere contro il Pd a viso aperto, portando avanti le battaglie degli ultimi anni».
Per Fabrizio Rossi «non basta essere nuovi, bisogna essere anche credibili». Poi la stoccata finale: «Il centrodestra unito è la chiave di lettura di tutte le elezioni vinte in Maremma negli ultimi anni, dei recenti successi in alcune regioni e soprattutto delle ultime elezioni politiche del marzo 2018. Fratelli d’Italia non vuole commettere errori e lavora per l’unità del centrodestra. Per questo rivolgo un in bocca al lupo alla neonata lista civica e a Brogi, ma ribadisco che noi non saremo con lui».
Il M5s di Grosseto sconfessa, invece, gli attivisti locali schierati con Brogi. «Non è accettabile l’assalto agli elettori del Movimento 5 stelle compiuto a Roccastrada da parte di alcuni sostenitori della lista civica Un futuro per tutti», scrivono Giacomo Gori e i consiglieri comunali grossetani. «La lista – prosegue la nota – altro non è che la Lega, un partito che a livello locale soffre di una certa inconsistenza e sta cercando con difficoltà di strutturarsi, commettendo l’errore di far salire sul carro chiunque».
I civici vengono accusati di utilizzare impropriamente il nome del M5s: «Non si può fare, non è giusto, non fa onore a nessuno». Poi i dettagli: «Gira di tutto: dai foglietti elettorali dove potenziali candidati hanno scritto che “la lista è appoggiata dal M5s”, a svariati post sui social dove si menziona direttamente il M5s come sostenitore; e poi gli ormai quotidiani articoli di stampa che non fanno altro che rinforzare questa unione. Infine ci si mette anche il candidato Brogi che dichiara in tv che la sua lista è sostenuta dal M5s».
Infine i grillini grossetani diffidano chiunque dall’usare il simbolo e il nome del Movimento. Non viene mai nominato, ma nel mirino c’è Marzio Marziali, da anni unico punto di riferimento sul territorio. «Il candidato Brogi – prosegue la nota – ha la Lega come unico azionista». Proprio la Lega, secondo Gori e i portavoce, avrebbe fatto saltare il progetto unitario. —
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