Attenzione
Intestino perforato durante la colonscopia
Un quarantenne è stato costretto a tornare in ospedale Non gli era stato diagnosticato il pneumoperitoneo
grosseto. I dolori non accennavano a passare, nemmeno dopo aver assunto gli antidolorifici che gli erano stati prescritti al pronto soccorso dell’ospedale, dove era dovuto tornare il giorno stesso dell’intervento di polipectomia endoscopica al quale era stato sottoposto. Anzi, tre giorni dopo l’intervento, un quarantenne originario dell’Ucraina che vive e lavora a Grosseto da tantissimi anni, era stato costretto a precipitarsi di nuovo in ospedale: nonostante fosse rimasto a letto e nonostante avesse preso i farmaci prescritti, i dolori lancinanti non accennavano a diminuire. Non riusciva ad alzarsi dal letto ed era costretto a farsi assistere dalla sua compagna giorno e notte per qualunque tipo di necessità.
Il 18 gennaio, all’ospedale di Grosseto, l’uomo è stato sottoposto a una Tac grazie alla quale gli è stata diagnosticata “una perforazione intestinale in recente esame colonscopico e biopsia diagnostica”: un incidente terribile, che avrebbe potuto ucciderlo se non se ne fosse accorto in tempo. L’uomo, assistito dall’avvocato Simone Falconi, ieri mattina ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Grosseto: il reato ipotizzato è quello di lesioni personale colpose.
Il dramma del quarantenne è cominciato il 15 gennaio scorso quando all’ospedale di Orbetello, si è dovuto sottoporre all’intervento di polipectomia endoscopica e alla successiva biopsia del tessuto asportato. Durante quell’intervento al San Giovanni di Dio però, qualcosa non sarebbe andato nel verso giusto. Una volta arrivato a casa, la notte stessa, il quarantenne è dovuto tornare all’ospedale di Grosseto con un fortissimo dolore all’addome. «Ho chiamato il 118 e sono stato portato al pronto soccorso con l’ambulanza - spiega nelle denuncia presentata - e una volta arrivato al pronto soccorso del Misericordia sono stato sottoposto a un’ecografia addominale per valutare se ci fosse uno pneumaperitoneo». Possibilità che però era stata esclusa dai medici che gli hanno prescritto dei farmaci prima di dimettere il paziente. Dopo tre giorni però, il dolore non era passato e la situazione era sempre più difficile da gestire. «Avevo dolori fortissimi - dice ancora nella denuncia - e sono tornato in ospedale. Con la Tac è stata diagnosticata la perforazione. Ora sono costretto a prendere ansiolitici ogni volta che sento dolore all’addome e, a causa della grande quantità di cortisone assunto, mi è venuta una forte candidosi alla bocca e dovrò sottopormi a una biopsia».
La direzione dell’Asl sta ascoltando gli operatori che hanno seguito il paziente sia all’ospedale di Orbetello che a Grosseto. «Naturalmente nel contesto di evidenze scientifiche relative all’esame specifico, per le quali la probabilità di perforazione della parete intestinale è inferiore all’1% nella colonscopia - spiega l’Asl - si aggira intorno al 2% nella polipectomia, e può essere favorita dalla presenza di stati infiammatori preesistenti o dall’uso di alcuni tipi di farmaci». — F.G.
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