Il Tirreno

Grosseto

scarlino 

Inceneritore chiuso, s’infiamma la polemica

G.S.

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scarlino. Lo scorso gennaio, con la sentenza del Consiglio di Stato, si è chiusa la partita dell’inceneritore di Scarlino.

La battaglia condotta dai comitati e dai sindaci di Follonica e Scarlino in nome della salute dei cittadini ha visto soccombere l’azienda guidata da Moreno Periccioli. Con la chiusura del cogeneratore gli operai che erano impiegati sull’impianto hanno visto recapitarsi a casa la lettera di licenziamento e proprio per loro, grazie all’interessamento delle istituzioni, è stato aperto un tavolo di crisi in Regione Toscana. L’obiettivo è trovare una soluzione alternativa.

Oggi, con le elezioni amministrative alle porte, l’argomento è divenuto caldo all’interno del dibattito politico: «Siamo arrivati al punto di non ritorno – dice la candidata del centrodestra Francesca Travison – senza pensare in anticipo alle conseguenze che la chiusura di quell’impianto avrebbe avuto su molte famiglie del territorio. Siamo d’accordo con la battaglia intrapresa dai comitati ambientalisti e dai Comuni per bloccare l’accensione dell’inceneritore: si tratta di una battaglia giusta e condivisa dalla maggioranza della popolazione». Travison ribadisce la non idoneità dell’impianto ma dice anche che le iniziative per ricollocare i dipendenti sarebbero dovute partire molto tempo prima. E aggiunge: «Se le amministrazioni lottassero come hanno lottato contro l’apertura dell’inceneritore per far sì che le bonifiche venissero programmate e definite, allora gli operai licenziati potrebbero avere un nuovo posto di lavoro». Emilio Bonifazi, candidato del Pd, parla di sincera preoccupazione per gli ex dipendenti: «Da questa vicenda quasi ventennale a uscirne con le ossa rotte sono stati prevalentemente i lavoratori, e ora ognuno di noi, ciascuno nei propri ruoli, deve fare tutto il possibile perché queste persone possano trovare una collocazione lavorativa alternativa e dignitosa. Da questo punto di vista – conclude Bonifazi – azienda e sindacati hanno fatto tutto quello che potevano, ora il resto spetta alla politica». La solidarietà arriva anche al candidato del Pensatoio Roberto Maestrini: «Dopo molte campagne elettorali fatte con e sull’inceneritore questa volta, almeno per il momento – dice il candidato – il problema non è al centro. La nuova amministrazione dovrà, in sinergia con i Comuni limitrofi, così come è stato fatto per i gessi rossi, affrontare il problema della riconversione di questi lavoratori e soprattutto cercare di dare loro un futuro». — G.S.

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