Il Tirreno

Grosseto

montieri 

Addii commossi a Gerfalco I sette africani vanno a Scarlino

Giulia Sili

Anche la struttura del paesino sulle Colline Metallifere conclude la sua esperienza «Difficoltà a sostenere i costi  visti i nuovi importi a gara»

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gerfalco. Tra i centri di accoglienza per richiedenti asilo chiusi, o in fase di chiusura, in provincia di Grosseto c’è anche quello di Gerfalco, piccola frazione nel comune di Montieri.

L’esperienza si è conclusa. Ieri gli addii. E adesso i sette richiedenti asilo, finora accolti nella casa che si trova nel centro del paesino, verranno trasferiti alcuni a Scarlino, altri al Cottolengo.

La decisione è stata obbligatoria: l’associazione che gestiva il centro di Gerfalco, la Corno d’Africa, sembra che non fosse più in grado di sostenere i costi.

Il decreto Sicurezza, tra le novità introdotte, ha infatti tagliato da 35 a 21-26 euro il costo a persona al giorno per le spese sostenute per l’accoglienza.

L’esperienza del centro di accoglienza di Gerfalco era iniziata due anni fa, con non pochi timori manifestati dai pochi residenti della frazione.

Con l’andare del tempo, tuttavia, l’accoglienza ha funzionato benissimo e in molti hanno stretto amicizia con i sette ragazzi africani ospiti. Tanto che ieri non sono mancati gli addii commossi.

La questione è stata sottolineata anche dai proprietari della casa dove, fino ad oggi, hanno vissuto i richiedenti asilo.

«Il centro è in chiusura poiché l’associazione non è più in grado di sostenere i costi, visti i nuovi importi messi a gara – dice la famiglia Mori – Da quando è iniziata l’esperienza siamo passati da una fase, quella iniziale, nella quale non nascondiamo le difficoltà che abbiamo avuto nell’affidare il nostro patrimonio a un simile progetto, legate anche all’impatto con i residenti nella frazione, a un periodo di soddisfazione per l’ottimo lavoro svolto dal responsabile dell’associazione, Ghebremedhin Tewelde Brhane».

Il sentimento diffuso a Gerfalco è la tristezza. «Al di là dei benefici economici, avuti nella giusta misura, – continua la famiglia Mori – oggi ci dispiace non poter proseguire nell’esperienza che ci ha dato qualcosa anche a noi a livello umano, dimostrandoci come si possono costruire ponti di solidarietà, inclusione e integrazione quando vi sono sinergie costruttive tra i vari soggetti sociali».

E, concludono i Mori, rivolgendosi al sindaco Nicola Verruzzi: «La sua amministrazione per questo è stata fondamentale e vogliamo esternarle la nostra soddisfazione ringraziando lei e tutto il Comune per il sostegno e la sensibilità avute».

I migranti che sono ospitati a Scarlino oggi diventano venti, uno in meno rispetto al numero massimo indicato dalla Prefettura per quel centro di accoglienza. —

Giulia Sili

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