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Gli alleati di Aloisi insistono sulla Tari Lui smentisce, il Psi attacca Benini

Alfredo Faetti
Gli alleati di Aloisi insistono sulla Tari Lui smentisce, il Psi attacca Benini

Volano stracci dopo le dimissioni dell’assessore al Bilancio Il sindaco: «Nessuna spartizione di poltrone già decisa» 

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Nella maggioranza follonichese sono volati così tanti stracci da ricoprirne il dibattito, divenuto quanto meno confuso dopo le dimissioni di Alberto Aloisi da assessore al Bilancio.

Confusione circa i motivi reali della sua decisione, ma anche nelle reciproche accuse di clientelismo che si stanno scambiando il sindaco Andrea Benini e il partito socialista. «La tua posizione (di Benini, ndr) nei confronti del Psi non sarà mica dettata dalla volontà di tagliare con qualsiasi strumento Aloisi perché è stato troppo bravo capace e visibile nel portare avanti le sue deleghe nell’interesse della città?», si chiedono i socialisti. «Il Psi mente sapendo di mentire», è la replica del sindaco. E nella disputa tra le due parti, Aloisi, contattato, dopo le prime uscite a caldo, al momento preferisce smarcarsi dalla polemica.

A dare delle interpretazioni sulla decisione di Aloisi sono invece il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca e il consigliere Francesco Aquino, i due esponenti in rottura già da tempo con la maggioranza, pronti oggi a correre con una propria lista sostenuta da Psi e Verdi. La stessa con cui Aloisi ha annunciato di candidarsi come consigliere. «Si è dimesso perché non ha condiviso l’aumento della Tari di 400.000 euro per l’anno 2019, che era competenza del suo assessorato», scrive De Luca su facebook, supportato da Aquino. «La competenza della Tari è dell’assessore all’ambiente Mirijam Giorgieri – commenta il consigliere – All’assessore Aloisi gliele volevano far digerire». De Luca poi corregge il tiro sui social, dicendo che le dimissioni legate all’aumento delle tariffe sono una sua supposizione. Anche perché lo stesso Aloisi, intervistato il giorno dopo il consiglio da carta stampata, testate online e tv, ha legato la sua scelta a tutt’altri motivi, senza mai menzionare – a domanda esplicita – l’aumento delle tariffe. Piano parcheggi, farmacia comunale, urbanistica: sono questi i cardini delle dimissioni di Aloisi, per sua stessa ammissione.

Gli stessi con cui il Psi ieri ha incalzato Benini. «Come vedi – continua la nota socialista rivolgendosi a Benini – tutti i punti del disaccordo non riguardano il programma elettorale sottoscritto nel 2014, da noi sempre rispettato. Rileggendolo, notiamo che di quel programma è stata fatta poca cosa».

Sono allora i socialisti ad accusare Benini di spartire poltrone: «tutta la città – continua la nota – sa che al Pd confermerai i due assessori uscenti, che alla lista di sinistra darai un assessore e che ne darai uno alla tua lista civica. Per quanto riguarda i il quinto assessore sappiamo già che sarà ancora assegnato al Pd. E se vuoi ti facciamo i nomi». I nomi li fa Benini nella sua replica. «Se il Psi potrebbe fare nomi che non fa io non ho paura a dire che non c’è nessun accordo con Andrea Pecorini, Mirjam Giorgieri o Barbara Catalani, né con la lista della Sinistra – dice il sindaco – La logica degli accordi tra segreterie di partito, come quello già fatto 5 anni fa, tanto cara ai socialisti non mi appartiene e non ne ho mai fatto mistero». Così Benini sfida il Psi in un confronto pubblico. Intanto, c’è da pensare che siano ancora molti gli stracci che debbano prendere il volo. —

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